Bolla: Signora lavandaiaaaaa! Signora lavandaiaaaaaa! Signora lavandaiaaaaa! Sono qua su, che fa? Fa finta di non vedermi? Tanto lo so che mi senteeeeeeee…..Che c’è l’hanno sgridata un’altra volta? “Se non la smetti di correre dietro a quelle bolle di sapone, mi arrabbio!”, le hanno detto così non è vero?
Lavandaia: Mi sono stancata di passare il mio tempo a discutere con una bolla di sapone! Chi sei tu per darmi dei consigli? Scoppi al minimo alito di vento, come posso starti a sentire? E poi è mai possibile che i tuoi discorsi debbano finire sempre a metà? “Mi ricordo di quella volta che…”che? Di che? Avanti parla?
Bolla: Mi ricordo di quella volta che…
Lavandaia: …che? Di che? Avanti parla! Quale volta? Già sei arrivata lì? Ma io mi sto ancora chiedendo quale fosse quella volta di cui parlavi, anzi…di cui stavi per parlare prima!
Bolla: Ma signora lavandaia, lei è proprio un osso duro, sa? E poi glielo già detto che se scoppio io ci sono altrettante bolle di sapone disposte a parlare con lei…A proposito, di che stavo parlando?
Lavandaia: Eh già! Ma mica uno le bolle di sapone se le può sempre scegliere. Molte volte ti capitano così, per caso, e te le devi far andare bene cara la mia bolla! Mica come te che voli da un posto all’altro, da un capo all’altro del mondo! E che ti importa se con qualche bolla non ti trovi bene, tanto poi scappi! Io invece devo rimanere qui, con le bolle…ops…i piedi ben piantati a terra! Cara la mia bolla!
Bolla: Proprio così! Vede che cominciamo a capirci? I suoi piedi sono ben piantati a terra proprio perché deve cercare, in tutte le bolle di sapone, quei pregi tanto ben nascosti da divertirsi quasi nel trovarli…
Lavandaia: Ma io non voglio! E non voglio tantomeno cercare i difetti di tutte le bolle che incontro! E’ già tanto difficile sopportarne i pregi! Mi hai capito? Ohhh, che disastro, ogni volta che mi fermo a parlare con te, perdo tantissimo tempo e non concludo nulla, nulla!
Bolla: Ma io mi annoio ad ondeggiare tutto il giorno accanto al suo sapone. Che devo fare? Lei è l’unica che mi ascolta, anche se fa finta di niente, la vedo quando apre i suoi occhietti curiosi, appena inizio a raccontarle di tutti quei paesi che ho visto, ondeggiando da un capo all’altro del mondo…Ma mi ascolta, signora lavandaiaaaaa?
Lavandaia: Ti annoi a stare sempre vicino al mio sapone? Ed io allora che devo cavarmela sempre da sola! Tu almeno hai vicino a te altre tremila sorelle pronte ad aiutarti. Io invece quando me la cavo da sola…combino dei guai doppi!
Bolla: Doppi? Addirittura?
Lavandaia: Certo! Doppi! Doppi, perché sono i guai che combini tu ed i miei troppo ben architettati! I miei guai sono perfetti: se li guardi da una media distanza appaiono perfettamente tondi, di colore azzurro, cielo…!
Bolla: E’ un bel colore per dei guai, no? Mi ricorda il colore delle acque dell’isola di Crespo…
Lavandaia: E invece non hanno nulla a che fare con l’isola! Sai perché sono color cielo? Perché sono guai poco visibili, quasi trasparenti, poco usati, su cui ho preferito non pensare troppo…se solo tu fossi un po’ più attenta, un po’ più vicina, ma tu corri subito via!
Bolla: Non è colpa mia se non ci sono mai…vivo continuamente fantastiche avventure, te le ricordi?
Lavandaia: Certo, me le ricordo tutte. Sembra che non ti ascolto e invece…vabbè per oggi ho finito, ci vediamo domani?
Bolla: A domani!