Concerto 1 maggio - Immagine da Repubblica.itTorna puntuale come ogni anno il dubbio amletico se andare o no al concerto del primo maggio…Se lo guardo in tv mi mangio i gomiti e mi chiedo perchè sono rimasta a casa, se sono lì mi pento di esserci andata: troppa gente, troppo caldo o troppa pioggia, troppe ore in piedi, troppi cantanti che non mi piacciono.

Già la mia dolce metà mi ha detto che se vogliamo andare dobbiamo essere almeno 4! O 6, o 8 o insomma tanti.

Rifletto. Chi canterà sul palco di San Giovanni quest’anno?

Leggo. Copio e incollo dal sito ufficiale:

Sul palco saliranno anche Luciano Ligabue e Skin!!
Il resto del cast, che ormai conoscete, è composto da:
Enzo Avitabile - Bandabardò - Baustelle - Biogora - Alex Britti & Edoardo Bennato - Caparezza - Vinicio Capossela - Cappello a Cilindro - Enrico Capuano - Pino Daniele - Teresa De Sio & Raiz - Max Gazzè & La Camera Migliore - Hard-Fi - Ladri di Carrozzelle - Marlene Kuntz - Modena City Ramblers - Negramaro - Nomadi - Roy Paci & Aretuska - Piero Pelù - Sud Sound System.
A Claudio Bisio, impegnato nella conduzione, si affiancheranno i comici Marco Marzocca e Luca Medici mentre è prevista anche la presenza di Ascanio Celestini.

Mmmm…Celestini, Gazzè, Camera Migliore, Capossela, Modena (ma senza Cisco..), Bandabardò!

Farò un sondaggio tra amici, vediamo chi vuole andare…

Posted in Incantevole at 8:36 pm | (Nessun Commento)

Kandinsky Paesaggio con PioggiaVanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio

Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri

Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore

Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai

Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.

GalaCi fanno compagnia certe lettere d’amore
parole che restano con noi,
e non andiamo via
ma nascondiamo del dolore
che scivola, lo sentiremo poi,
abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia
è una mancata verità che prima o poi succederà
cambia il vento ma noi no
e se ci trasformiamo un po’
è per la voglia di piacere a chi c’è già o potrà arrivare a stare con noi,
siamo così
è difficile spiegare
certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui…

Posted in Penna e matita at 10:33 am | (Nessun Commento)

Bolle di saponeBolla: Signora lavandaiaaaaa! Signora lavandaiaaaaaa! Signora lavandaiaaaaa! Sono qua su, che fa? Fa finta di non vedermi? Tanto lo so che mi senteeeeeeee…..Che c’è l’hanno sgridata un’altra volta? “Se non la smetti di correre dietro a quelle bolle di sapone, mi arrabbio!”, le hanno detto così non è vero?

Lavandaia: Mi sono stancata di passare il mio tempo a discutere con una bolla di sapone! Chi sei tu per darmi dei consigli? Scoppi al minimo alito di vento, come posso starti a sentire? E poi è mai possibile che i tuoi discorsi debbano finire sempre a metà? Mi ricordo di quella volta che…”che? Di che? Avanti parla?

Bolla: Mi ricordo di quella volta che…

Lavandaia: …che? Di che? Avanti parla! Quale volta? Già sei arrivata lì? Ma io mi sto ancora chiedendo quale fosse quella volta di cui parlavi, anzi…di cui stavi per parlare prima!

Bolla: Ma signora lavandaia, lei è proprio un osso duro, sa? E poi glielo già detto che se scoppio io ci sono altrettante bolle di sapone disposte a parlare con lei…A proposito, di che stavo parlando?

Lavandaia: Eh già! Ma mica uno le bolle di sapone se le può sempre scegliere. Molte volte ti capitano così, per caso, e te le devi far andare bene cara la mia bolla! Mica come te che voli da un posto all’altro, da un capo all’altro del mondo! E che ti importa se con qualche bolla non ti trovi bene, tanto poi scappi! Io invece devo rimanere qui, con le bolle…ops…i piedi ben piantati a terra! Cara la mia bolla!

Bolla: Proprio così! Vede che cominciamo a capirci? I suoi piedi sono ben piantati a terra proprio perché deve cercare, in tutte le bolle di sapone, quei pregi tanto ben nascosti da divertirsi quasi nel trovarli…

Lavandaia: Ma io non voglio! E non voglio tantomeno cercare i difetti di tutte le bolle che incontro! E’ già tanto difficile sopportarne i pregi! Mi hai capito? Ohhh, che disastro, ogni volta che mi fermo a parlare con te, perdo tantissimo tempo e non concludo nulla, nulla!

Bolla: Ma io mi annoio ad ondeggiare tutto il giorno accanto al suo sapone. Che devo fare? Lei è l’unica che mi ascolta, anche se fa finta di niente, la vedo quando apre i suoi occhietti curiosi, appena inizio a raccontarle di tutti quei paesi che ho visto, ondeggiando da un capo all’altro del mondo…Ma mi ascolta, signora lavandaiaaaaa?

Lavandaia: Ti annoi a stare sempre vicino al mio sapone? Ed io allora che devo cavarmela sempre da sola! Tu almeno hai vicino a te altre tremila sorelle pronte ad aiutarti. Io invece quando me la cavo da sola…combino dei guai doppi!

Bolla: Doppi? Addirittura?

Lavandaia: Certo! Doppi! Doppi, perché sono i guai che combini tu ed i miei troppo ben architettati! I miei guai sono perfetti: se li guardi da una media distanza appaiono perfettamente tondi, di colore azzurro, cielo…!

Bolla: E’ un bel colore per dei guai, no? Mi ricorda il colore delle acque dell’isola di Crespo…

Lavandaia: E invece non hanno nulla a che fare con l’isola! Sai perché sono color cielo? Perché sono guai poco visibili, quasi trasparenti, poco usati, su cui ho preferito non pensare troppo…se solo tu fossi un po’ più attenta, un po’ più vicina, ma tu corri subito via!

Bolla: Non è colpa mia se non ci sono mai…vivo continuamente fantastiche avventure, te le ricordi?

Lavandaia: Certo, me le ricordo tutte. Sembra che non ti ascolto e invece…vabbè per oggi ho finito, ci vediamo domani?

 Bolla: A domani!

gervasio-etcium-p.jpgETCIU’, ETCIU’, ETCIU’, ETCIU’, ETCIU’, ETCIU’, ETCIU’, ETCIU’, ETCIU’, ETCIU’, ETCIU’, ETCIU’, ETCIU’, ETCIU’, ETCIU’, ETCIU’…

COF, COF, COF, COF, COF, COF, COF, COF, COF, COF, COF, COF, COF, COF, COF, COF, COF, COF, COF, COF, ETCIU’….

(…Continua…)

Posted in Sogno o son desta? at 1:38 pm | (Nessun Commento)

La Luna - Giardino dei TarocchiLei in quel sogno ci aveva creduto veramente. Quando si risvegliò tutta sudata, nel suo lettino di bambina anemica dagli occhi grandi, era quasi mattino. Stava appena spuntando il sole e dalla finestra della sua stanzetta entravano a fatica i primi raggi del giorno.

Per tutta la notte aveva riso beata in compagnia di strane creature dai lunghi colli, dalle enormi zampe e dalle bocche carnose. Aveva giocato a nascondersi da occhi indiscreti salendo e scendendo ripidi gradini che cambiavano colore con la luce del sole.

Niki, la donna anemica dagli occhi grandi aveva ripensato molte volte a quel sogno fatto da bambina in cui le sue grida di puro divertimento risuonavano più vive che mai nella memoria. Non si era mai chiesta perché avesse fatto quel sogno così strano, si era divertita. E questo le bastava come risposta. Alcuni anni dopo, si convinse anche che quel sogno strambo era stato il frutto dei racconti di sua nonna. Quella vecchina le descriveva nei minimi particolari i personaggi di storie assurde, di principi assonnati, di mostri enormi, di principesse ormai stanche e grasse per la lunga attesa di un bacio, che lei vedeva tutto questo nella sua mente di bambina anemica dagli occhi grandi in modo nitido. Perfino nei sogni. E questo le bastava come risposta.

Niki continuava a ripensare a quel sogno anche da adulta. Lei pensava spesso e mentre lo faceva guardava le stelle e la luna. Sì, la luna la faceva riflettere parecchio. Con il naso e gli occhi verso l’alto trovava tutte le riposte di cui aveva bisogno e questo le bastava.

Niki guardava la piantina di quella grande distesa d’erba, poggiava i gomiti sul tavolo e alzava gli occhi alla luna.

Le avevano chiesto di esaudire un desiderio faticoso e complicato. Un’intera distesa d’erba, situata sulla collina, immersa nella campagna toscana. Troppo faticoso e troppo complicato. Niki guardava la cartina di quel posto, batteva rapidamente le dita sul tavolo e alzava gli occhi al cielo. La luna guardò Niki e le fece un sorriso. A Niki bastò come risposta.

Sua nonna…quel sogno…bisogna lasciarsi andare. A volte basta come risposta.

Questo raccontino di pura fantasia è dedicato a Niki de Saint Phalle, al suo meraviglioso Giardino dei Tarocchi ed a tutti quei visitatori che ancora cercano, accanto ad ogni strana fiaba, una targhetta con le spiegazioni.

Sito: http://www.provincia.grosseto.it/tarocchi/tarocchi_hm.htm

VauroVenite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l’ ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L’arrivismo? All’amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!
Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch’ io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Francesco GucciniCirano

art20.jpgVia, via, vieni via di qui,
niente piu’ ti lega a questi luoghi,
neanche questi fiori azzurri…
via, via, neache questo tempo grigio
pieno di musiche e di uomini che ti son piaciuti,

It’s wonderfoul, it’s wonderfoul, it’s wonderfoul
good luck my babe, it’s wonderfoul,
it’s wonderfoul, it’s wonderfoul, I dream of you…
chips, chips, du-du-du-du-du

Via, via, vieni via con me
entra in questo amore buio, non perderti per niente al mondo…
via, via, non perderti per niente al mondo

Lo spettacolo d’ arte varia di uno innamorato di te,
it’s wonderfoul, it’s wonderfoul…

Via, via, vieni via con me,
entra in questo amore buio pieno di uomini
via, via, entra e fatti un bagno caldo
c’e’ un accappatoio azzurro, fuori piove un mondo freddo,
it’s wonderfoul, it’s wonderfoul

Decine di militanti dell’Unione si sono radunati in tarda notte davanti a via del Plebiscito. Nell’abitazione romana del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si è svolto un mini vertice con il ministro dell’Interno Beppe Pisanu e i leader dell’Udc Lorenzo Cesa, di An Gianfranco Fini e il presidente del Senato Marcello Pera. Grida e contestazione dai supporter di centrosinistra all’indirizzo della Cdl: “Noi siamo i coglioni”, è stato lo slogan più urlato. Le forze dell’ordine hanno bloccato dal lato di piazza Venezia l’accesso alla via.

Guarda le foto sul sito de “La Repubblica”

Posted in Incantevole at 11:19 pm | (Nessun Commento)

Sogni rossiDopo una cena passata tra gente di destra che sbraita e parla della loro insignificante quanto dequalificante vita, non mi rimane che un pensiero. Un solo pensiero, un’unica speranza, che sono sicura sia già certezza.
Tutti i bambini presenti a quella cena erano di sinistra, anche il bimbo più piccolo che ancora stava nella pancia della sua mamma “forzista” era già comunista.
Bambini tenete duro, i grandi si renderanno conto un giorno. I grandi non vi diranno più di stare zitti solo perchè siete piccoli. Quei grandi capiranno, forse, che i bambini a volte capiscono molto di più…

I bambini sono di sinistra. Di sinistra, sì, nessun dubbio. Non soltanto per i pugnetti stretti in segno di protesta.
I bambini sono di sinistra perché amano senza preconcetti, senza distinzioni.
I bambini sono di sinistra perché si fanno fregare quasi sempre. Ti guardano, cacci delle balle vergognose e loro le bevono, tutti contenti. Sorridono, si fidano. Bicamerale! Sì, dAi !
I bambini sono di sinistra perché stanno insieme, fanno insieme, litigano insieme. Insieme, però.
I bambini sono di sinistra perché se gli spieghi cos’è la destra piangono.
I bambini sono di sinistra perché se gli spieghi cos’è la sinistra piangono lo stesso, ma un po’ meno.
I bambini sono di sinistra perché a loro non serve il superfluo.
Sono di sinistra perché le scarpe sono scarpe, anche se prima o poi delle belle Nike o Adidas o Puma, o Reebok, o Superga gliele compreremo. Noi siamo No-Logo, ma di marca!
I bambini sono di sinistra malgrado l’ora di religione obbligatoria.
I bambini sono di sinistra grazie all’ora di religione obbligatoria.
I bambini sono di sinistra perché comunque, qualsiasi cosa tu gli dica che assomigli vagamente a un ordine, fanno resistenza. Ora e sempre.
I bambini sono di sinistra perché occupano tutti gli spazi della nostra vita.
I bambini sono di sinistra perché fanno i girotondi da tempi non sospetti.
I bambini sono di sinistra perché vanno all’asilo con bambini africani, cinesi o boliviani, e quando il papà gli dice “vedi, quello lì è africano”, loro lo guardano come si guarda una notizia senza significato.
I bambini sono di sinistra perché quando si commuovono piangono, mentre noi adulti teniamo duro, non si sa bene perché.
I bambini sono di sinistra perché se li critichiamo si offendono. Ma se li giudichiamo non invocano il legittimo sospetto, e se li condanniamo aspettano sereni l’indulto che prima o poi arriva: la mamma, Ciampi, il Papa.
I bambini sono di sinistra perché si fanno un’idea del mondo che nulla ha a che fare con le regole del mondo.
I bambini sono di sinistra perché se gli metti lì un maglioncino rosso e un maglioncino nero scelgono il rosso, salvo turbe gravi - daltonismo o suggerimento di chi fa il sondaggio.
I bambini sono di sinistra perché Babbo Natale somiglia a Karl Marx. Perché Cenerentola è di sinistra, perché Pocahontas è di sinistra. Perché Robin Hood è di Avanguardia Operaia e fa gli espropri proprietari.
I bambini sono di sinistra perché hanno orrore dell’orrore. Perché di fronte alla povertà, alla violenza, alla sofferenza, soffrono.
I bambini sono di sinistra perché il casino è un bel casino e perché l’ordine non si sa cos’è.
I bambini sono di sinistra perché crescono e cambiano.
I bambini sono di sinistra perché tra Peter Pan e Che Guevara prima o poi troveranno il nesso.
I bambini sono di sinistra perché, se ce la fanno, conservano qualcosa per dopo. Per quanto diventa più difficile, difficilissimo, ricordare di essere stati bambini.
Di sinistra, poi.