QuadriLa mia vita di coppia. in questo momento Ale sta facendo i piatti e si lamenta che sono troppi, riporto la frase che mi ha appena detto:”Tesoro, ma erano due giorni che non FACEVi i piatti!”.

Ho voluto sottolineare apposta il verbo “fare” coniugato alla seconda persona singolare (TU) scrivendolo in stampatello, proprio per sottolineare il valore “maschilista” (o maschilistico?) di suddetta frase… Esaminiamola:

TESORO: tenero vezzeggiativo che le coppie si dedicano prima di ogni ordine perentorio e/o “tirata d’orecchie” rivolti al compagno. Si comincia una frase sempre con una parolina dolce per cogliere il diretto interessato alla sprovvista, in modo da fargli pensare:“Oh, che dolce, mi ha chiamato tesoro, quindi mi starà per dire una cosa molto romantica…”, illusi…
MA ERANO DUE GIORNI: ho voluto mettere insieme queste parole, proprio per far risaltare l’alto valore temporale che si dà ai discorsi, più giorni sono passati dall’ultima azione presa in esame, più grande è la gravità del fatto.

CHE (Tu) NON FACEVI: ora si capisce più o meno dove il compagno vuole andare a parare, al “NON FACEVI”. Negazione che ti coglie di sorpresa, oddio, ora cos’è che non ho fatto? La lavatrice? No, impossibile, non c’è l’ho ancora. Passare l’aspirapolvere? Accidenti, forse è quello…

I PIATTI: definizione e circoscrizione del problema, i piatti.

Ale ha finito di lavare i piatti. E’ stanchissimo, si siede esausto alla sedia della sua scrivania e dice con un filo di voce: “Ohhh che stanchezza, ho fatto duecento chili di piatti, tesoro”.

Tranquilli, non c’è nessun problema. Il rimedio è un bel bacio, dato con passione al vostro eroe - lavapiatti e tutto si sistema, per ricompensarlo dalla faticaccia appena svolta: una montagna di piatti.

Intanto la nuova casa cresce e si riempie: oggi abbiamo attaccato una mensola (provocando un buco grosso quanto la breccia di Porta Pia, subito ridimensionato con del gesso) e quattro quadri di dimensionie una diversa dall’altra come le cornici.

Però la soddisfazione è tangibile. Volevo fare una foto all’opera, ma le batterie della macchina fotografica sono scariche.

Che altro dire? Sto benissimo. E vivo con una persona meravigliosa che sicuramente mi farà una grossa pernacchia non appena leggerà queste considerazione, ma ormai mi conosce e capirà che è tutto uno scherzo…

Alla prossima.

Posted in Incantevole at 10:16 am | (Nessun Commento)

Guccini sbarbatoConoscete tutto del cantautore di Pàvana?

23 orizzontale.

Le ultime quattro lettere di quella cosa che, se mandata, anni fa avrebbe permesso di partecipare alle estrazioni di Aureolissima.

Se avete risposto a questa domanda, potete fare il complicato Cruciverba dedicato a Francesco Guccini per i fan più accaniti e gli appassionati enigmisti.

Il “Gucciverba” lo trovate a questo link

Consiglio di visitare il sito su cui è stato pubblicato il cruciverba: una sgangherata pagina di fil di ferro e spago dedicata a Francesco

Posted in Penna e matita at 8:02 pm | Comments (5)

Sulla lumacaSto scrivendo con una gatta nera seduta sulle mie gambe, coperte da calze a strisce colorate. Nina mi guarda, ogni tanto mi annusa e spia le mie dita che scorrono sulla tastiera. Accanto a me c’è Ale, che tamburella con le dita sul tavolo, mentre visita siti che parlano di tecnologie nuove ed avanzate, che solo lui ed altri pochi eletti capiscono.

Ora questa è la mia nuova vita.  E la adoro.
Nina fa le fusa, ha bisogno di coccole. Anche questo blog ha bisogno di un po’ d’attenzioni, è da tanto che non gli dedico un po’ del mio prezioso tempo. Ho voglia di scrivere, ma mi mancano gli argomenti, cioè la verità è che vorrei tenermi sempre tutto stretto. E’ questa la ragione. Mi mancano gli argomenti da voler condividere con tutto il resto del mondo… Condivido poche cose con chi mi sta accanto, sono gelosa di tutto ciò che è mio.

E’ un limite, ma non lo considero un difetto. E’ la parte più forte e dura del mio carattere, è quella che non si scalfirà mai. E’ quella che non mi farà mai tornare indietro, mai.

E’ un limite, ma non lo considero un difetto.

Nina continua a guardarmi… Ora si è alzata, osserva come un falchetto cosa fa Ale e muove la coda da una parte e dall’altra.

E’ appena passato un mese davvero intenso. Ho lavorato alla Festa del Cinema di Roma come tutor Unicef, cioé come ragazza tuttofare che accompagnava i bambini della giuria letteraria di “Alice nella città” per tutto l’auditorium tra incontri con star del cinema, scrittori e altro…

La cosa positiva di tutta questa esperienza? Ho fatto un elenco:

- Avere i biglietti gratis per le proiezioni
- Avere il libro “Arthur e il popolo dei Minimei” autografato dall’autore: Luc Besson! Sì!
-  Aver visto film e cortometraggi per bambini molto belli, come: “Je m’appelle Elisabeth”, “La Grua y la Jirafa”…
- Esser stata chiamata dall’Unicef per questo lavoro
- Aver lavorato insieme a persone molto stimolanti (mi riferisco agli altri tutor che per 8 giorni hanno corso insieme a me da una parte all’altra dell’auditorium)
- Aver capito che l’erba del vicino NON è sempre più verde…

A presto, lo prometto