Sono già più di tre ore che sono sveglia, ma non mi sento stanca ed assonnata, anzi sono pronta per affrontare una nuova giornata. Bé dire che sono pronta, forse, è un po’ esagerato. Oggi è giorno di bambini, chiacchiere e laboratori. Come tutti i giorni. Bé non proprio tutti perché il lunedì ed il venerdì spesso posso restare zitta e circondata da persone maggiorenni, anzi dal mio maggiorenne preferito…
Oggi è il giorno in cui devo leggere per la quarantesima volta un testo di teatro che ormai so a memoria e che dei bambini di 7 anni ancora non conoscono… per cui oggi è il giorno in cui dovrò correggere le virgole, gli accenti sulle sillabe, dovrò spiegare il significato di parole sconosciute.
Sono questi i miei doveri di operatore culturale nei confronti di bambini che devono fare uno spettacolo?
Forse sì, ma anche io ho il diritto di pretendere che questo lavoro lo faccia la loro maestra, o no?
Ho il dovere di essere una specie di loro maestra quando la loro vera maestra è assente? Forse sì, ma ho anche il diritto di chiedere alla supplente di turno di fare questo al posto mio quando non è orario di laboratorio.
Ma se quella supplente c’è solo per pochi giorni, ho il dovere di fare una lettera di reclamo alla scuola che mi sta impedendo di svolgere il mio lavoro fino in fondo?
Diritti e doveri… che grande stupidaggine! Alla fine c’è sempre qualcuno che si deve accontentare di quello che passa il convento, perché l’importante è andare avanti e far vedere che tutto funzioni. Tutto deve andare liscio come l’olio.
Mi chiedo se dovrò sbattere la testa sempre sui miei doveri o un giorno potrò urlare in faccia a qualche malcapitato anche i miei diritti.
Sicuramente quel giorno qualcuno mi prenderà per pazza e così mi pentirò di ciò che avrò fatto e me ne andrò via con la coda tra le gambe.
Però così vado avanti per inerzia. Il mio agire si sta fondando su un moto perpetuo!
Io chiedo i miei diritti, anche se dovrei esigerli, ma comunque sono una persona educata e mi hanno insegnato che le cose si chiedono, e l’umanità (che parola immensa) mi risponde “Doveri! Giovane ragazza, prima di tutto doveri!”.
Tra poco compirò 26 anni. Ho deciso di segnare su un elenco i nomi di tutti coloro che mi faranno gli auguri.
Ho il diritto di ricevere gli auguri da tutti coloro che mi frequentano.
Comincio dalle cose semplici. E non svelerò neanche il giorno preciso del mio compleanno.
Voglio proprio vedere…



Il problema, secondo me, è insito nel modo in cui è strutturata la scuola italiana: dura troppo poco, coinvolge poco gli alunni al di fuori delle ore di lezione, insegnanti carenti e purtroppo non sempre preparati, famiglie ben peggiori degli insegnanti…
P.S. Inizialmente credevo intendessi dire che le professoresse dovessero far imparare a memoria il testo teatrale agli alunni. Solo rileggendo il post ho capito che ti riferivi più che altro alla grammatica…