Grazie. Di cuore: i sorrisi, le battute, le stronzate, le risate… Tutta la preparazione a mia insaputa! Ma come avete fatto a non farmi accorgere di nulla!?
Ieri era il mio compleanno. Ho saltato il lavoro e con la mia dolce e inseparabile metà sono andata a fare una gitarella a Roma: mostra di “Chagall” al Vittoriano, “Trash people” a piazza del Popolo, risate e chiacchiere con una amica che non vedevo da tanto.
Ritorno a casa. Apro la porta e davanti a me, il solito mobile con i vetri, ma… pieno di candele… luce soffusa.
Faccio un passo in più… tappeti e veli colorati ovunque, sembrava di
stare nei racconti de “Le mille e una notte” e poi…
Fuori in balcone, nelle stanze, nella doccia del bagno… ovunque spuntano amici e mamma e papà e una bimba e tantissimi occhi e denti bianchi che scintillano alla penombra!
Sorpresa! Ieri sera mi è stata fatta una festa a sorpresa per il mio 26° compleanno.
Grazie ancora di cuore.
Non pubblicherò la “famosa” lista bianca con i nomi di chi mi ha fatto gli auguri, perché ho ricevuto molto di più di quello che mi aspettavo.
Ora posso piangere, senza farmi vedere da voi…
Posso dedicarvi solo una canzone, che ci accomuna, ci unisce, ci racchiude in un unico abbraccio… Vi voglio bene, vi amo, vi stringo a me come un dolce asino che vola su nel ciel…
Guardo gli asini
che volano nel ciel
ma le papere sulle nuvole
si divertono
a fare i cigni nel ruscel
bianco come inchiostro
vanno i treni
sopra il mare tutto blu
e le gondole bianche
sbocciano nel crepuscolo
sulle canne di bambu’
Du du du du du
Queste strane cose
vedo ed altro ancor
quando ticchete ticche
ticchete ticche
ticchete sento che e’
guarito il cuor
dall’estasi d’amor
Ed ora “all together”!!!
Da un po’ di mesi sto preparando un libro. Si chiama “Favole frivole”. Non sarà mai pubblicato perché è un libro troppo intimo, che molti non capirebbero, o meglio, su cui molti riderebbero, perché spesso anche io faccio ridere, ma quando qualcuno ride su aneddoti celati dentro parole ironiche sento come un brivido viscido lungo il collo. E così mi dico che non scriverò più.

