Posted in Incantevole at 6:33 pm | (Nessun Commento)

I sorrisi mi fanno stare bene. I sorrisi di chiunque. Un sorriso mi fa innamorare di chi me lo dona con forza e pura onestà. In un periodo frenetico, distruttivo, veloce, chiassoso, logorroico e incandescente come questo… sorridetemi… e sarò vostra, per sempre.

“Se tutti noi ci confessassimo a vicenda i nostri peccati, rideremmo sicuramente per la nostra totale mancanza di originalità.” - Kahlil Gibran -

Posted in macchie scure at 3:55 pm | Comments (2)

Piano, piano! Ho detto piano! Ma dove correranno, poi, tutti. Dunque, marzo è pazzerello; aprile dolce dormire e maggio… vai adagio! E invece, questo è il mese più faticoso, perché si sta per chiudere tutto, siamo agli sgoccioli di tutto, capita di tutto!

Per esempio, io contemporaneamente sto:
Terminando tutti i laboratori di teatro (11, per la precisione) e questo significa che per ogni laboratorio c’è 1 prova generale; 1 spettacolo; una media di 25 costumi da scegliere e preparare; una ventina di oggetti da sistemare; 1 scena da allestire.

Allestendo e disallestendo un paio di mostre itineranti per bambini (che occupano circa 4 ore di montaggio e 4 di smontaggio ognuna)

Facendo le visite guidate ad una media di 70 bambini al giorno per 3 giorni la settimana

Seguendo deliranti riunioni organizzative (da 3 ore l’una) sulle attività che partiranno questa estate

Provare uno spettacolo da 20 minuti, da fare domenica prossima, che prevede una preparazione di 3 prove da 3 ore

Mandare differenti mail in cui comunicare 2/3 eventi diversi a più di 100 persone
In più:
Mi sono persa il bancoposta, ma comunque dentro c’erano si e no 20 euro, chissà da quanto tempo l’ho perso, me ne sono accorta solo oggi perché volevo vedere se il mio conto era andato in rosso…

Devo fare la spesa

Devo andare dal medico

Devo gestire vari ed eventuali siti

Devo pagare le bollette

Devo controllare la macchina

Devo ricordarmi di dar da mangiare al gatto

Devo pensare al mio futuro prossimo

….

E basta! Ma quando finisce questo mese di m***a!

Inchiostro… rilassati… pensa al mare… mare profumo di mare

O cacchio! Ma forse non riuscirò ad andare neanche al mare!

Ho compiuto 26 anni. Ho raggiunto questa età già da un paio di mesi; mi ci è voluto un po’ di tempo per riflettere su cosa fosse cambiato nella mia vita realmente.
Dunque, quando avevo ancora 20, 21, 22, 23, 24, 25 anni ho potuto prendere ben poche decisioni perchè ascoltando attentamente i consigli delle persone più grandi di me giungevo alla conclusione che era meglio aspettare.
A 20 anni, ho imparato che non bisogna mai addentrarsi in un bosco folto, buio e poco raccomandabile quando non si ha la dovuta esperienza.
A 21 anni, mi hanno detto che non bisogna mai essere sicuri di aver preso tutte le dovute precauzioni, perché tanto, alla fine, te ne dimenticherai sempre qualcuna. E io c’ho creduto.
Perciò a 22 anni mi sono accodata a chi sapeva più di me, a chi aveva il coraggio necessario per affrontare situazioni di cui io ancora non conoscevo neanche l’esistenza, e via dicendo.
La svolta si è affacciata a 23 anni, ma io ero troppo indaffarata a prendere appunti su come doveva essere la mia vita, per poter cogliere al volo una minima possibilità.
A 24 anni, mi hanno cominciato a fare dei complimenti. Mi comportavo bene, ero una persona seria, ero responsabile, avevo buona memoria, ma… dovevo comunque continuare a seguire l’esempio, altrimenti mi sarei montata la testa.
Finalmente compio un quarto di secolo. E penso: e adesso tutta vita, posso fare tutto quello che mi passa per la testa, tutti mi ascolteranno, tutti mi daranno ragione, tutti… di quei famosi appunti presi a 23 anni, avevo saltato una pagina fondamentale, così sono dovuta tornare indietro, rileggere rigo dopo rigo per trovare l’errore, ascoltare attentamente le lezioni passate per vedere se i miei appunti erano completi, compiacere gli altri per il loro sforzo minimo di cooperare con il genere umano. Sinceramente, ho provato ad un certo punto, ad alzare la testa, per dire timidamente la mia opinione, ma… un gelido, freddo, freddissimo, gelato, ghiacciato, agghiacciato, polare, artico, glaciale, siberiano, distaccato, indifferente, insensibile, impassibile, arido, frigido, scostante, altezzoso, altero “Fidati, io so come vanno le cose” mi ha letteralmente tramortito e staccato di netto quella poca sicurezza acquisita.
Ora ho 26 anni. Lo giuro. Ma non è cambiato assolutamente nulla.
Comunque non voglio piangermi addosso, perché sono troppo indaffarata a pensare a grandi bolle rosse e viola che si alzano in cielo mentre i miei mentori sproloquiano e combinano origami a perle di saggezza, esclusive esperienze a fantasiosi racconti di vita. E sì, ho imparato a isolarmi.
Appena qualcuno pronuncia più di sei parole inutili e inconsistenti per la mia vita, io chiudo. Le orecchie si tappano. La lingua si addormenta. Le braccia cadono giù a penzoloni.
Non ho trovato un rimedio alla fatidica frase “Fidati, io so come vanno le cose”, ma ho capito che è possibile NON ascoltare chi te lo dice e chi con aria bonaria ti dice di stare lontano da queste persone perché lui sa come vanno le cose…
E questo è già un bel traguardo.

P.S. Da qualche mese, a intervalli di tempo non troppo regolari, mi sto togliendo qualche macigno dalla scarpa. Mi sento meglio e più leggera.