Posted in Mi diverto con poco, Penna e matita at 6:01 pm

Si annida quatta, quatta nei bui meandri di antri polverosi, chiude gli occhi e se ne sta lì in attesa. Molti giurano di averne sentito solo parlare, altri raccontano strane leggende sul suo conto, dicono che si aggiri solo di notte, quando la stanchezza fa parlare bocche stanche di una lunga giornata appena passata.

E’ paziente, non va affatto di fretta. Non ha orari prestabiliti, né appuntamenti a cui arrivare, né corse da vincere. E’ lì. Buona, buona guarda in silenzio tutte quelle pazze, vertiginose, spericolanti, pesanti e insensate azioni.

Se la cerchi non la troverai mai. Sbuca dal suo nido quando non ci pensi, perché ama le sorprese, vivrebbe di continue docce gelate, di scherzetti fatti dietro le porte, di risatine malefiche.

Odia chi non la prende sul serio e per i pochi malcapitati che non le credono ha in serbo scottanti verità.

Se la chiami ad alta voce, arriva un sussurro che ti dice di star zitto. E’ un alito freddo, uno sguardo, un’occhiata sfuggente, una stanza buia ricoperta di alte sterpaglie.

Si cerca in punta di piedi.

Cos’è?

E’ una lunga, scombinata, assurda, sottile, silenziosa, strisciante, attesa, melanconica, lucida, accaldata, piccola, piccola, piccolissima… rivoluzione… ssshhhhh….

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