Lavoro, tanto lavoro. Fatiche faticose. Soddisfazione.
Ripensando a questo strano anno, non mi ritrovo nessun fardello da trascinare ne’ scheletri da nascondere. Eppure pensavo di trovarmene qualcuno nascosto, magari nelle tasche della mia giacca o dentro le mie profonde borse.
Macché, niente di niente. Nessun rimpianto.
Sono stanca, come accade in ogni finale d’anno e come accade quando sai che ti mancano pochi giorni e poi potrai un po’ dormire, un po’ restare in pigiama, un po’ fare quello che vuoi.
Mi piacerebbe continuare così, con questo coraggio e questa forza che pensavo di non avere e che invece avevo nascosto, per la costante paura di sbagliare qualcosa.
Che cosa mi ha fatto cambiare? Una frase, stupidissima che dicono tutti senza pensarci troppo.
A tutto c’è rimedio. Quindi osa, sbaglia, fai le tue scelte, buttati a capofitto perché solo così si impara, si conosce, si evolve.
Io l’ho fatto e questo anno è stato segnato solo da profondi burroni in cui mi sono lanciata con tutta la caparbietà che mi contraddistingue e che mi piace.
Mi ci sono buttata dentro con gli occhi chiusi. Alla fine del salto ho trovato qualcosa che mi piaceva, qualcosa di nuovo. Ho trovato risposte alle mie domande ed ho trovato orecchie che mi ascoltavano, ed ho trovato una fiducia smodata nei miei confronti.
Ecco, questo è stato l’anno della FIDUCIA.
Gente sconosciuta mi ha dato una fiducia incondizionata.
A loro dico grazie, perché mi è servito sentirmi apprezzata e mi è servito anche sentirmi sulle spalle, a volte, un fardello pesante che non credevo di poter sorreggere da sola… e invece.