…un po’ allo sbando a rispondere al telefono a signori petulanti che vogliono questo e poiBolle di sapone in libertà quello e poi ci aggiunga anche quest’altro.
La sera in macchina, quando torno a casa racconto di personaggi grotteschi che si arrabbiano per richieste che non possono essere esaudite.
La sera alle nove sono a letto con estrema soddisfazione del mio gatto, che, ruffiano si accocola tra le coperte.

Prendo appunti, segno, scrivo, spedisco, compilo.

Appena arrivata anche il fax era il mio peggior nemico.
Appena arrivata mi sono detta: “Tra tre mesi vado via”.
Appena arrivata… Ho scoperto di non essere sola.

Dormo tranquilla la notte, perchè mi sento e sono libera di fare le mie scelte, spesso anche sbagliate e sono libera di correre ai ripari per sopperire a mancanze e per aggirare ostacoli.

Rispondo educatamente e organizzo alla bene in meglio, sperando sempre in qualche
generoso aiuto.

Mi piace il mio lavoro, perchè mi rende una sola, unica persona; sono io, sono solo io che ho la responsabilità, il mio lavoro é finalmente solo mio

Lucy e l’amoreAmore, tanto amore. Per sempre.

Quando parlo della mia vita privata arrossisco. Sia che ne parli a voce, che attraverso un computer. E’ più forte di me. Divento paonazza perché è un argomento delicato.

Mi imbarazza, forse perché la mia vita è sempre stata piena di “pecche” e questa parte invece è sempre stata “perfetta”. L’amore mi rilassa, mi rende tranquilla. Mi piace vivere insieme, mi piace andare a dormire stretti, stretti per il freddo e per la gioia di sentirsi vicini.

Mi piace avere un gatto in comune. Mi piace cucinare e mi piace cucinare insieme, apparecchiare la tavola, fare l’albero di Natale, fare la spesa.

Insieme.

Tutto qua.

E’ un breve epilogo, ma spesso troppe parole rischiano di sporcare.

Buon anno.

Spesso provo in tutti, ma proprio in tutti i modi, a rendere felice chi è triste. Sorrido, faccio battute sceme, voci strane, facce buffe… eppure sempre alla fine, mi accorgo che basta anche meno.
Questo delizioso video, ne è la prova.
Happy — Vancouver Film School (VFS) creato dallo studente Michael Lewicki
Buona visione

Posted in Incantevole at 6:33 pm | (Nessun Commento)

I sorrisi mi fanno stare bene. I sorrisi di chiunque. Un sorriso mi fa innamorare di chi me lo dona con forza e pura onestà. In un periodo frenetico, distruttivo, veloce, chiassoso, logorroico e incandescente come questo… sorridetemi… e sarò vostra, per sempre.

“Se tutti noi ci confessassimo a vicenda i nostri peccati, rideremmo sicuramente per la nostra totale mancanza di originalità.” - Kahlil Gibran -

Questa è la stagione delle lettere, quando ho voglia di scrivere, la prima forma di comunicazione che mi esce fuori è quella “epistolare”. Per cui comincio…

Cari amici,
dovete sapere che vi voglio bene, proprio perché spesso non vi capisco e quindi mi fate arrabbiare. Quando penso a voi, ho prima un grosso brontolio di pancia, poi un leggero capogiro e per finire una sudarella piacevole, che mi fa sentire più viva che mai.
In questo periodo, vi penso spesso, amici miei. Penso alle vostre chiassose risa, penso a quando parlate concitatamente e alzate la voce come per urlare e poi la riabbassate di colpo.
Non vi capisco sempre, non condivido quasi mai i vostri concetti e le vostre idee, ma mi piace ascoltarle in silenzio, magari accompagnarle con un sorriso sornione.
Non preoccupatevi, vi ascolto con piacere e continuerò sempre a farlo, mi piace sentire cosa pensate del mondo, adoro la vostra visione della realtà spesso così diversa dalla mia, mai uguale a quella degli altri.
Mi piacciono le vostre battute che mi fanno scoppiare all’improvviso dal ridere, come una pioggia scrosciante in un caldo pomeriggio estivo. Vi adoro. Sto bene con voi e sto facendo di tutto per dimostrarvelo. Vi difenderei in qualsiasi situazione, anche negli istanti di vostra pura follia, sappiate che avrete sempre un fedele avvocato al vostro fianco.

Perché faccio tutto questo? Perché spesso alzo la voce per voi? Perché mi arrovello il cervello per farvi essere onesti e sinceri?

Be’ se dovete porvi simili domande, allora è meglio finirla qua. Diamine! Faccio tutto questo perché sono affezionata a voi! Ma volete capirlo? A tutti voi!

Adoro E. per la sua solenne e battagliere fiducia in se stessa e perché sa accettare le critiche, i rimproveri dagli altri… anche se nessuno non ha mai il coraggio di dirle la verità! Fifoni! Adoro anche le sue foto e questo lei lo sa.

Adoro F. perché spesso non dobbiamo neanche parlare per capirci, ci sentiamo poco ma se abbiamo bisogno di aiuto sappiamo a chi rivolgerci. E sono sicura, che appena le cose si saranno sistemate, tornerà a disegnare per me.

Adoro C. perché lui c’è, sempre! A volte pure troppo!

Adoro G. che viene subito dopo C., ma non per importanza ma perché sono abituata a chiamarli insieme in ordine alfabetico. Insomma adoro G. perché è un po’ bugiardo e racconta-balle, ma sempre generoso e pronto a mettersi in gioco.

Adoro A. perché siamo cresciute insieme e da due bambine stupidelle siamo diventate due donne fiere di ciò che stanno costruendo e anche se non ci sentiamo mai, ci pensiamo e prima o poi andremo a cena insieme. E siccome adoro A., adoro anche A., sua dolce metà dalla parlata sincera e dal sagace gusto per i nomignoli.

Adoro C. perché mi fa danzare, o almeno mi ci fa credere così bene che con lei mi sento la nipote della Fracci!

Adoro R. perché è un omaccione che spaventa gli antipatici. Dorme poco, si dimentica di certi appuntamenti, è disordinato, ha la sindrome del capo-gruppo, odia le feste, ma è unico e generoso.

Adoro A. perché ancora deve capire chi è veramente, ma quando lo scoprirà si amerà per davvero e troverà realmente la donna della sua vita.

Adoro L. perché una volta camminava lento, lento e nei suoi confronti ho provato sempre protezione ed ora che comincia a “corricchiare” sono fiera di inciampare al suo fianco. Ora è lui che può sorreggermi.

Adoro E. perché è misteriosa, dicono che suoni meravigliosamente il piano, ma non l’ho mai sentita suonare, per questo mi affascina e la amo.

Adoro G.& A. perché spero un giorno di saper costruire un rapporto come il loro con la persona che amo.

Adoro S. mia unica salvezza contro la mastodontica università. Senza di lei sarei rimasta a fissare le bacheche dei professori. Grazie, perché ricordo l’università con piacere assoluto: le pattinate sui corridoi, le cotte per i ragazzi della segreteria, le corse per arrivare puntuali alle lezioni, gli esami in coppia… E siccome adoro S., adoro anche C. sua dolce metà e ragazzo perfetto per S.

E poi ancora adoro M., M., A., A., C…

Forse le nostre vite si divideranno, forse ci allontaneremo l’uno dall’altro, forse prima o poi ci odieremo veramente, ma comunque vada, rimarranno queste parole e lì… cadrà l’asino!

Vostra inchiostro

Posted in Incantevole at 8:05 pm | (Nessun Commento)

- Festeggiare su un bel praticello assolato, mentre in una palestra di una scuola elementare proprio accanto al giardino, venti bambini raccontano con passione la storia di un bimbo che tutto solo ha intrapreso un viaggio alla ricerca dell’amicizia.

- Guardare un bambino che all’entrata di una mostra, chiede a tutti i visitatori (ma proprio tutti) un piccolo contributo. I soldi raccolti (grazie a lui) serviranno a donare a due villaggi africani due pompe per l’acqua.

- Ballare la pizzica dalla camera al salone con Nina che osserva seriosa i miei piedi zompettanti

- Mangiare arancini davanti al computer mentre scrivo questo post

- Puzzare come uno scaricatore di porto senza la preoccupazione di lavarmi

- Ridere, ridere, ridere senza un motivo preciso

- Pensare al passato con la certezza di non commettere più gli stessi errori

- Ascoltare Wim Mertens ad occhi chiusi, mentre Ale mi parla di computer…

- Sorseggiare acqua fresca a garganella…

- Ascoltare l’inno di Mameli costretta a stare in piedi, nascondendo l’unica associazione di idee che può legare questa canzone a me: i mondiali…

- Ammettere che i pensieri bislacchi esistano anche il 25 aprile:
Un distinguo arriva da Gianfranco Fini. Per il leader di An: “Il 25 aprile deve essere una festa all’insegna della verità storica e non della faziosità ideologica”. Mentre il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa propone un parallelismo tra comunismo e fascismo: “Il primo ha provocato lutti e disastri peggiori del secondo”. (La Repubblica 25 aprile 2007)

- Aspettare con ansia il ritorno a casa per riabbracciare il mio amato

- Costruire un futuro su sogni infiniti

- Fare buoni propositi per i prossimi mesi

- Citare Gianni Rodari
Abbiamo parole per vendere
parole per comprare
parole per fare parole
ma ci servono parole per pensare.
Abbiamo parole per uccidere
Parole per dormire
Parole per fare solletico
Ma ci servono parole per
amare.
Abbiamo le macchine
per scrivere le parole
dittafoni magnetofoni
microfoni telefoni.
Abbiamo parole
per fare rumore,
parole per parlare
non ne abbiamo più.

Buon 25 aprile…

Fly like a beagleBuona domenica, signore e signori,
benvenuti da inchiostro, storie e storielle allegre ma snelle…
Come va? Tutto bene grazie.
Novità? Sì, qualcuna. Prima di tutto inchiostro si è tagliata i capelli. Poi tra poco comincerà il suo secondo lavoro. Che consiste esattamente in… non lo so bene, precisamente… come si può dire… be’ ve ne parlerò quando la cosa si sarà avviata.

Sento che questa è la primavera del cambiamento, da un po’ di tempo avevo una vita un po’ piatta, fatta di cose che si ripetevano all’infinito, sempre uguali, sempre le stesse. E la mia faccia aveva preso un’aria alquanto grigiastra.

Anche le piccole novità, non erano in realtà tali, perché si mascheravano perfettamente dietro azioni monotone che inchiostro doveva fare perché non aveva nient’altro di meglio a cui pensare.

Ora inchiostro ha trovato qualcosa di suo, di solo suo, nel senso che ha cominciato a muoversi da sola e tutta sola ha trovato un’alternativa al piattume della vita quotidiana. Forse tutto questo si rivelerà ben presto una faticaccia, ma chi lo sa, che non apra nuove strade.

Intanto inchiostro continuerà a divertirsi con il teatro insieme ai bambini del suo laboratorio, continuerà ostinatamente a ballare anche se non ha studiato danza, continuerà a cantare anche se non ha preso lezioni di canto, continuerà a litigare con la sua gatta, continuerà ad amare il suo amore dinoccolato e stralunato ma tanto, tanto tenero e affettuoso e soprattutto speciale.

Continuerà a fare la solita vita ma con aria diversa, perché ha capito che anche se si muove da sola, qualcosa riesce a conquistarselo. Anche per lei c’è un pezzetto di mondo che aspetta solo il suo sguardo, la sua vitalità, la sua voglia di rischiare.

Ora basta con la terza persona perché questa mi sembra una pagina scritta da Dr. Jekyll e Mr Hyde.

Vi saluto cari lettori, curiosi, amici, spioni! A presto.

bfangeailescompletementblinkiescom.gifGrazie. Di cuore: i sorrisi, le battute, le stronzate, le risate… Tutta la preparazione a mia insaputa! Ma come avete fatto a non farmi accorgere di nulla!?

Ieri era il mio compleanno. Ho saltato il lavoro e con la mia dolce e inseparabile metà sono andata a fare una gitarella a Roma: mostra di “Chagall” al Vittoriano, “Trash people” a piazza del Popolo, risate e chiacchiere con una amica che non vedevo da tanto.

Ritorno a casa. Apro la porta e davanti a me, il solito mobile con i vetri, ma… pieno di candele… luce soffusa.

Faccio un passo in più… tappeti e veli colorati ovunque, sembrava dibfdinocompletementblinkiescom.gif stare nei racconti de “Le mille e una notte” e poi…

Fuori in balcone, nelle stanze, nella doccia del bagno… ovunque spuntano amici e mamma e papà e una bimba e tantissimi occhi e denti bianchi che scintillano alla penombra!

Sorpresa! Ieri sera mi è stata fatta una festa a sorpresa per il mio 26° compleanno.

Grazie ancora di cuore.

Non pubblicherò la “famosa” lista bianca con i nomi di chi mi ha fatto gli auguri, perché ho ricevuto molto di più di quello che mi aspettavo.

Ora posso piangere, senza farmi vedere da voi…

Posso dedicarvi solo una canzone, che ci accomuna, ci unisce, ci racchiude in un unico abbraccio… Vi voglio bene, vi amo, vi stringo a me come un dolce asino che vola su nel ciel…

bfsingescompletementblinkiescom.gifGuardo gli asini
che volano nel ciel
ma le papere sulle nuvole
si divertono
a fare i cigni nel ruscel
bianco come inchiostro
vanno i treni
sopra il mare tutto blu
e le gondole bianche
sbocciano nel crepuscolo
sulle canne di bambu’
Du du du du du
Queste strane cose
vedo ed altro ancor
quando ticchete ticche
ticchete ticche
ticchete sento che e’
guarito il cuor
dall’estasi d’amor

Ed ora “all together”!!!

http://www.youtube.com/watch?v=Gb76Km2HSL0

converse.jpgDa un po’ di mesi sto preparando un libro. Si chiama “Favole frivole”. Non sarà mai pubblicato perché è un libro troppo intimo, che molti non capirebbero, o meglio, su cui molti riderebbero, perché spesso anche io faccio ridere, ma quando qualcuno ride su aneddoti celati dentro parole ironiche sento come un brivido viscido lungo il collo. E così mi dico che non scriverò più.

Si chiama “Favole frivole” proprio perché è composto da giocherelli sciocchi che un tempo sono serviti a tappare dei buchi di scena; sono appunto “favolette” nel senso che sono cose di poco conto su cui in pochi gettano lo sguardo per più di tre minuti, anche perché è la loro esatta durata!
Comunque mi piaceva l’aggettivo frivolo e così l’ho associato alla parola “favola” che dava al tutto un tono molto poco serioso.

Favole frivole. La mia vita. Le mie esperienze. I miei problemi. Questo titolo racchiude tutto. Favole frivole.

Tempo fa qualcuno mi ha detto che gli ricordavo “Alice”, quella che fugge nel paese delle meraviglie. Forse non aveva tutti i torti. Sono frivola anche io, come le mie favole, come la bambina che insegue un coniglio bianco, come il bisogno che sento ora di dedicare del tempo a me stessa.

Favole frivole: l’altro giorno ho visto in un negozio delle converse basse, bellissime. Le comprerò un giorno e “frivolamente” le indosserò sotto dei jeans nuovi. Non ho più un paio di jeans decenti. Quelli che preferivo mi hanno abbandonato qualche mese fa, strappandosi proprio sotto il sedere. Molti direbbero che si possono portare anche strappati. La moda. Ma io sono “frivola” non sono “esibizionista”.

holly-hobbie.jpgDichiarazione d’amore per brevi biglietti…
Quella volta che ho giocato a “indovina cosa penso” ho dovuto camminare e camminare, macinare chilometri su chilometri e non ho mica trovato l’amore! Non è che fosse sparito nel nulla, forse non era neanche colpa sua, ma quello stronzo non si è proprio presentato. Per fortuna dopo qualche anno è stato lui a trovarmi, altrimenti sarei impazzita, meno male!

Dichiarazione d’amore per il teatro: LA BAMBOLA

Entra in scena una bambola in perfetto stile “Holly Hobbie”, canticchia una canzoncina (forse “A zonzo” la canzone di Stanlio e Ollio… Guardo gli asini che volano nel ciel…etc…), ogni tanto rimane senza fiato ed aspira le parole; saltella per tutto il palco, si guarda intorno, guarda a destra e poi a sinistra, si ferma proprio al centro della scena, si spolvera la gonna, si aggiusta un po’ i capelli. Si mette sulla sedia al centro del palco, accanto a lei c’é un cestino di paglia con dei fiori dentro, ne prende uno, lo annusa, tira un sospiro.
Comincia a parlare… mentre parla stacca un petalo alla volta al fiore.

Ahhh (Sospira romantica)… quella volta che ho giocato a “indovina cosa penso”… (Risatina maliziosa) …M’AMA… (Arrabbiata, si alza di scatto dalla sedia) Ho dovuto camminare e camminare, macinare chilometri su chilometri… NON M’AMA… e non ho mica trovato l’amore (Si risiede, sospiro romatico) …l’amore! M’AMA… Non è che fosse sparito nel nulla… M’AMA… forse… (Comincia a singhiozzare) non era neanche colpa sua… (Piange disperata, si soffia il naso sul suo grembiulino, rumorosamente, poi si asciuga le lacrime) …Ma quello stronzo… M’AMA… (E’ soddisfatta) non si è proprio presentato!
Per fortuna dopo qualche anno è stato lui a trovarmi… oH NON M’AMA? Altrimenti sarei impazzita… (Toglie l’ultimo petalo, “M’AMA”)

Si alza dalla sedia, saltella e canticchia la canzoncina, ogni tanto rimane senza fiato ed aspira le parole; saltella per tutto il palco, si guarda intorno, guarda a destra e poi a sinistra, si ferma proprio al centro della scena, si spolvera la gonna, si aggiusta un po’ i capelli, prende il cestino e se ne va.