…un po’ allo sbando a rispondere al telefono a signori petulanti che vogliono questo e poiBolle di sapone in libertà quello e poi ci aggiunga anche quest’altro.
La sera in macchina, quando torno a casa racconto di personaggi grotteschi che si arrabbiano per richieste che non possono essere esaudite.
La sera alle nove sono a letto con estrema soddisfazione del mio gatto, che, ruffiano si accocola tra le coperte.

Prendo appunti, segno, scrivo, spedisco, compilo.

Appena arrivata anche il fax era il mio peggior nemico.
Appena arrivata mi sono detta: “Tra tre mesi vado via”.
Appena arrivata… Ho scoperto di non essere sola.

Dormo tranquilla la notte, perchè mi sento e sono libera di fare le mie scelte, spesso anche sbagliate e sono libera di correre ai ripari per sopperire a mancanze e per aggirare ostacoli.

Rispondo educatamente e organizzo alla bene in meglio, sperando sempre in qualche
generoso aiuto.

Mi piace il mio lavoro, perchè mi rende una sola, unica persona; sono io, sono solo io che ho la responsabilità, il mio lavoro é finalmente solo mio

…Ovviamente non conosce la differenza tra coraggio e folle sprezzo del pericolo.

Sono sempre i prodi che muoiono, i soldati.
– Kor, il Comandante Klingon, “Errand of Mercy” (TOS),
data astrale 3201.7

 

Wanda si è di nuovo espressa. Wanda ha parlato tra bolle d’acqua e gorgoglii. Io non posso più fare a meno di prendere spunto da Lei per scrivere l’inizio o anche solo il titolo dei miei post.

Chi è Wanda? Wanda è un pesce, un’icona che nuota sul desktop del mio computer e che ogni volta che le si accarezza la schiena, le si da un lieve “click”, parla.

 

L’invito è stato spedito. Molti invitati stanno rispondendo; alcuni sono spaventati per il “tema” proposto, altri nicchiano alla domanda “Da cosa ti vestirai?” alludendo ad un effetto sorpresa, altri dicono subito “No! Non vengo mascherato”. Ma andiamo con ordine…

 

Questo è l’invito (figurato):

Invito festa Vale

 

E questo è l’altro invito (testuale):

l’inverno sta finendo e un anno se ne va…
Sto diventando grande lo sai che non mi va…

Carissimi amici tutti,
tra un po’ meno di un mese sarà il mio compleanno e ahimè si cominciano ad affacciare i famosi anni ‘enta’. Per il momento ne compio solo 27 ma già mi sento molto grande e matura e per l’occasione ho pensato ad un festeggiamento degno di questa età così importante e seria…

 

Siete tutti invitati ad un MEGA FESTINO il cui tema sarà
‘Cartoni animati, Telefilm, Cinema’…

La data è SABATO 29 MARZO 2008, ORE 21.00
La sede è sempre la stessa, la famosa residenza ‘Caradossi - Berti’ sita in …..
Non mancherà cibo buono, grasso e succulento… Arricchito da fiumi di vino e spumante!
Il narghilè non cesserà un minuto di sbuffare fumo dolciastro al sapor dimela e la musica danzereccia riempirà le vostre orecchie dall’inizio alla fine.
Voi dovete solo presentarvi mascherati e con i piedi pronti a zompettare da un lato all’altro della casa…
Saranno ben accette chitarre e altri strumenti per allietare gli ospiti e le loro ugole.
Che dirvi? Potete cominciare fin da ora a farmi sapere se ci sarete…
Un grosso bacio a tutti!
*Valeria*

Sì, l’ho buttata come al solito sull’ironia, sul fascino del festino tutto narghilè e buon cibo, perché a me le feste piacciono così e soprattutto la mia festa dovrà essere sul “rilassato” andante: chi vuole balla, chi vuole canta, chi vuole, mangia, chi vuole suona etc… etc…

 

Come si evince dall’invito il fatidico tema è: ‘Cartoni animati, Telefilm, Cinema’

 

Un grosso calderone dentro cui si mischiano manga giapponesi, personaggi disney, star di hollywood e attori di fama nazionale… Di tutto!

 

Vorrei solo dire che il prossimo fine settimana io ed Ale andremo alla “ricerca”… Di abiti che facciano al caso nostro per la serata…

 

Quali personaggi abbiamo scelto di interpretare?

Come ogni anno, di questi tempi, tra poco sarà il mio compleanno. Sto cercando di organizzare una festicciola. A pensarci bene, credo di non avere mai preparato la festa del mio compleanno… Forse alle medie, quando io e Augusto essendo nati nello stesso giorno invitavamo io le femmine, lui i maschi rigorosamente in due feste ben distinte e separate.
Ma tanto, quella famosa festa delle medie, la organizzava mia madre, non io.

Il mio incubo è stato sempre quello di fare una festa e di non avere nessuno che venisse!

Un brutto sogno che mi perseguita anche adesso che comincio ad essere grandicella.

Mi è capitato di organizzare feste, ultimamente è stata molto apprezzata quella in tema anni ‘70…

Ma il compleanno è diverso…

Nano - Ill. di MattSto ridacchiando sotto i baffi, che al momento spero di non avere, visto che da poco ho fatto una ceretta che mi ha lasciato il segno rosso delle strisce depilatorie per ben tre giorni, insomma sto ridacchiando per questo straordinario titolo.

Sul mio computer c’è un programma che ha come icona un pesce che si chiama Wanda. Ogni qualvolta ci si clicca su, il pescietto scrive una frase qualunque che pesca dal web.

Oggi mi è uscita questa: NANOSECONDO - Omino che non primeggia nelle gare di corsa.

Perdonate la stupidità che mi assale, ma dopo un periodo un po’ “pesante” conclusosi bellamente con questo fine settimana in cui mi è tornata la febbre arricchita da vomito e “scacazza”, non mi resta che ridere.

Oggi mi ero ripromessa di andare al famoso “carnevalone liberato” di Poggio Mirteto, ma ahimè il mio precario stato di salute non me lo ha permesso. Bè sarà per il prossimo anno…

Comunque posso tirare un profondo sospiro di sollievo perché oggi finalmente c’è il sole, accanto a me Ale sta ascoltando bella musica (e non i soliti urlatori - tedeschi - punk - incavolati) e forse il prossimo fine settimana riuscirò a fare qualcosa che mi piace… mmm per esempio uscire? Andare al ristorante cinese? Fare una passeggiata?

Chi lo sa.

Sono ottimista. Questo è quello che conta.

L’illustrazione è di Matt, cliccando sull’immagine visiterete il suo blog.

Dopo la pioggia - Foto di Giorgio PaceUna goccia scivolava tutta dritta fino a giù,
Ma alla fine del suo viaggio riprovò a tornare su.
Guardò bene in alto, alto ma nessuna idea trovò.
Guardò bene giù, giù in basso e un pensiero la sfiorò.
Alzò solo un po’ lo sguardo e ne vide milletre!
“Siamo tutte tue sorelle, arrivate qui per te!”

Calda, avvolgente, rilassante e tanto agognata.

Dopo cinque giorni di influenza, che mi ha lasciata come uno straccietto da spolvero abbandonato tutto sporco e sudicioso su una seggiola, eccomi qui profumata e quasi guarita.

Be’ posso dire che la febbre non ce l’ho più e posso dire anche che questa settimana a letto a sudare, sfebbrare, tossire, tremare, inveire contro chi mi faceva i famosi “bagnoli” (cioè pezze fredde di stoffe) per farmi abbassare la febbre mi è stata molto utile per riflettere.

Ombrello gattoCosa che a dir la verità faccio fin troppo, mi ci voleva pure l’influenza per farmi riflettere un altro po’, ma comunque non si riflette mai abbastanza!

E quindi ho pensato che pur lavorando per tante case farmaceutiche nessuno al momento del bisogno ti regala mai una medicina utile!
Ho pensato anche a cosa mi piacerebbe acquistare in queste giornate diStivali da pioggia saldi e pioggia….
Ho pensato anche a quanti telefilm trasmette Italia 1 la mattina! Troppi!

Non ho pensato a cosa troppe impegnative a dir la verità… Vabbè in fondo avevo la febbre a 39°!

Alla prossima e buona influenza a tutti!

(La foto in alto è di Giorgio Pace)

In un noioso pomeriggio di fine dicembre, mentre metà Italia è in vacanza e l’altra metà a casa a mangiare torroni, io sono qui a lavoro. Mi annoio, non c’è molto da fare, il telefono squilla poco, le e-mail non arrivano, ogni tanto mi prendo un caffè. Navigo su internet e… Mi colpisce una foto, così comincio a scriverci su…

La bambina si guarda intorno. La stanza è sporca, il cuscino su cui è seduta emana un cattivo odore di polvere e muffa. Davanti c’è sua mamma, completamente immobile, ha lo sguardo fisso verso di lei. Da un lato suo padre. Sta parlando con altri uomini. E’ felice. Forse è l’unico ad esserlo in quella stanza. La bambina vorrebbe alzarsi e correre fuori, non per scappare, solo per giocare, per scalciare la terra con i piedi, per tirare pietre all’unico albero rinsecchito che è vicino a casa sua. Quell’albero l’ha fatta sempre ridere tantissimo, perché così secco e spigoloso le ricorda la fisionomia di suo nonno, un vecchietto che cammina a malapena, tenendosi in equilibrio solo grazie ad un bastone più disastrato di lui.
Ha una gran sete, deglutisce a fatica e la poca saliva che ingoia non la soddisfa. Ripensa a quando aveva tre anni e si chiede come farà a ricordarsi di quando aveva tre anni. Eppure ogni volta che ripensa ai suoi tre anni, si ricorda di una festa fatta nel suo villaggio, si ricorda delle lucine che gli uomini avevano appeso alle finestre delle case, si ricorda che alcune donne piangevano per la gioia. Era la festa per un matrimonio. Sua sorella si sposava. Aveva detto addio a tutte le sue bambola e si era sposata. La bambina viene allontanata dai suoi pensieri. Qualcuno ha cominciato a battere le mani e lei è tornata in quella stanza sopra al cuscino sporco che puzza di polvere e muffa.

Auguri e figlie femmine…

Questo testo mi è stato ispirato dalla foto qui sotto, vincitrice del premio
“UNICEF Photo of the Year 2007″.

USA - ©Stephanie Sinclair

Vi consiglio di visitare l’intera galleria: impressionante, commovente, delicata.

In più l’Unicef permette a tutti i visitatori di scaricare le tre foto vincitrici (1°, 2° e 3° posto) ad una risoluzione molto alta… Non da tutti.

Snoopy a NataleLavoro, tanto lavoro. Fatiche faticose. Soddisfazione.

Ripensando a questo strano anno, non mi ritrovo nessun fardello da trascinare ne’ scheletri da nascondere. Eppure pensavo di trovarmene qualcuno nascosto, magari nelle tasche della mia giacca o dentro le mie profonde borse.

Macché, niente di niente. Nessun rimpianto.

Sono stanca, come accade in ogni finale d’anno e come accade quando sai che ti mancano pochi giorni e poi potrai un po’ dormire, un po’ restare in pigiama, un po’ fare quello che vuoi.

Mi piacerebbe continuare così, con questo coraggio e questa forza che pensavo di non avere e che invece avevo nascosto, per la costante paura di sbagliare qualcosa.

Che cosa mi ha fatto cambiare? Una frase, stupidissima che dicono tutti senza pensarci troppo.

A tutto c’è rimedio. Quindi osa, sbaglia, fai le tue scelte, buttati a capofitto perché solo così si impara, si conosce, si evolve.

Io l’ho fatto e questo anno è stato segnato solo da profondi burroni in cui mi sono lanciata con tutta la caparbietà che mi contraddistingue e che mi piace.

Mi ci sono buttata dentro con gli occhi chiusi. Alla fine del salto ho trovato qualcosa che mi piaceva, qualcosa di nuovo. Ho trovato risposte alle mie domande ed ho trovato orecchie che mi ascoltavano, ed ho trovato una fiducia smodata nei miei confronti.

Ecco, questo è stato l’anno della FIDUCIA.

Gente sconosciuta mi ha dato una fiducia incondizionata.

A loro dico grazie, perché mi è servito sentirmi apprezzata e mi è servito anche sentirmi sulle spalle, a volte, un fardello pesante che non credevo di poter sorreggere da sola… e invece.

1. Alzare lo sguardo:
E mi accorgo che il mondo non è cattivo. Non ha artigli taglienti, sopracciglia folte o denti aguzzi.
Il mondo fuori non aspetta te, ma se tu lo raggiungi, certamente lui ne sarà contento.
Ti fa sudare fino a farti piangere. Ti fa tremare lo stomaco.
Ma poi ti abbraccia quando meno te lo spetti. E forse ti coccola, se te lo meriti.
Il mondo fuori non aspetta te, ma se tu lo raggiungi, certamente lui ne sarà contento.

2. Perdonate la franchezza:
Non sempre si è disposti a combattere contro colpi di cannone, in balia di onde tanto alte che nessuna mano arriva a salvarti.

3. Farsi voler bene:
E’ difficile, perché, se da una parte qualcuno ti adora, dall’altro capo del mondo c’é qualcun altro che non ti apprezza, ti critica , ti detesta.
Forse il segreto è vivere sempre nella parte di mondo che ti ama?

4. Capire se stessi:
IN
questa stanza così strana
CHI entra non trova la strada
O… oppure si lamenta perché è buio
STRO…nzo ma esci , no?

Mio padre mi ha spiegato il modo di contare i giorni lavorativi della settimana in modo che passino più in fretta e arrivi subito il fine settimana, breve traguardo ambito e agognato da ogni lavoratore.

…Chi vive in baracca, chi suda il salario
chi ama l’amore e i sogni di gloria…

Dunque, il conteggio dovrebbe essere questo (sue testuali parole):
Lunedì: “..vabbé è lunedì, passerà anche questa…”
Martedì: Non è proprio lunedì, ma poco ci manca…
Mercoledì: (Come dice precisamente mio padre: Mercoledì se scavarca [si scavalca]) E’ lo scalino che ci divide dai giorni di lunedì e martedì e quelli più vicini al fine settimana, superato questo si è già a metà dell’opera.
Giovedì: “Ormai ti sei svegliato, meglio far passare subito questa giornata”
Venerdì: finalmente! Si lavora principalmente di mattina, perché dopo la pausa pranzo si lavora molto meno e si passa il pomeriggio a navigare su internet.

Devo devo dire che questo conteggio funziona abbastanza.

E oggi è proprio sabato.

…fiorivi sfiorivano le viole
e il sole batteva su di me
e tu prendevi la mia mano
mentre io aspettavo…

Lo schermo del computer vibra sul tavolo della scrivania per l’alto volume della musica.

E sono qui.

…Io che ho bisogno di raccontare
la necessità di vivere / rimane in me
e sono ormai convinto da molte lune
dell’inutilità irreversibile del tempo…

Sono tornata, dopo una lunga pausa, non di riflessione, bensì di attività lavorativa che ancora non è finita. Ma come tutti i grandi uomini, guardo avanti e cerco di non inciampare sui miei stessi piedi.

Quando senti il bisogno di aprire la tua vita ad altre conoscenze, devi nel bene e nel male, fare delle scelte. Non è sensato decidere che da grande si può fare tutto: l’astronauta, il veterinario, il giornalista, l’acrobata…

Si deve arrivare ad un punto. Per fissare questo punto, però, si devono prima conoscere bene tutte le carte che si hanno a disposizione.

…E Berta filava, e Berta filava e filava la lana,
filava l’amianto del vestito del santo che andava sul rogo
e mentre bruciava urlava e piangeva e la gente diceva: “Anvedi che santo
vestito d’amianto”…

Se ne hai solo una davanti a te, la scelta sarà più facile, ma forse non sarà quella vera.

E’ bene avere più carte possibili, pescarne una alla volta e… consultarle, assaggiarle…

Prima o poi capiterà la carta amara, quella matura, quella vecchia, quella scontata, quella fortunata…

…Visto che posseggo un panino un’aranciata
ed ho una donna in testa
sia beninteso che per pochi intimi
stasera io darò una festa…

E da grande si diventerà un unico, solo uomo convinto di ciò che ha scelto.

******

Che carta ha scelto inchiostro?

Io scriverò se vuoi perché cerco un mondo diverso
con stelle al neon e un poco d’universo
mi sento un eroe a tempo perso
io scriverò se vuoi perché non ho incontrato mai
veri mattatori e veri ombrellai
ma gente capace di chiederti solo come stai
io scriverò se vuoi perché ho amato tutti i sessi
ma posso garantirvi che io
non ho mai dato troppo peso al sessso mio
ma con chiunque sappia divertirsi mi salverò
che viva la vita senza troppo arrichirsi mi salverò
che sappia amare che conosca Dio come le sue tasche
io scriverò perché ho vissuto anche di espedienti
perché a volte ho mostrato anche i denti
perché non potevo vivere altrimenti
io scriverò sul mondo e sulle sue brutture
sulla mia immagine pubblica e sulle camere oscure
sul mio passato e sulle mie paure

Resta Vile Maschio Dove Vai (1979) - Io Scriverò

Mi perdonerà, Rino, se ho usato le sue canzoni in questo post, ma per ora è la colonna sonora di questo confusionario, gioioso, ansioso, indecente, ingiusto, felice, sorridente, sognante, bonario, speranzoso, unico periodo.

Grazie Rino.

Si annida quatta, quatta nei bui meandri di antri polverosi, chiude gli occhi e se ne sta lì in attesa. Molti giurano di averne sentito solo parlare, altri raccontano strane leggende sul suo conto, dicono che si aggiri solo di notte, quando la stanchezza fa parlare bocche stanche di una lunga giornata appena passata.

E’ paziente, non va affatto di fretta. Non ha orari prestabiliti, né appuntamenti a cui arrivare, né corse da vincere. E’ lì. Buona, buona guarda in silenzio tutte quelle pazze, vertiginose, spericolanti, pesanti e insensate azioni.

Se la cerchi non la troverai mai. Sbuca dal suo nido quando non ci pensi, perché ama le sorprese, vivrebbe di continue docce gelate, di scherzetti fatti dietro le porte, di risatine malefiche.

Odia chi non la prende sul serio e per i pochi malcapitati che non le credono ha in serbo scottanti verità.

Se la chiami ad alta voce, arriva un sussurro che ti dice di star zitto. E’ un alito freddo, uno sguardo, un’occhiata sfuggente, una stanza buia ricoperta di alte sterpaglie.

Si cerca in punta di piedi.

Cos’è?

E’ una lunga, scombinata, assurda, sottile, silenziosa, strisciante, attesa, melanconica, lucida, accaldata, piccola, piccola, piccolissima… rivoluzione… ssshhhhh….