Per sempre con il naso all’insù a cercare quello che mi piace senza chiedere se è giusto o sbagliato perché alla fine mi merito anche io qualcosa e se proprio non sarà possibile esaudire tutti i miei desideri spero almeno di avvicinarmi a quelli più lontani e allungando le braccia vorrei toccare con la punta delle dita il naso della luna che sorniona sorride tutte le notti di fronte a tali impeti di rabbia senza far accorgere a nessuno che la strada che si sta percorrendo è quella più articolata e arzigogolata che non prevede soste ma solo una molletta per tapparsi il naso per non aspirare i cattivi odori porca miseria e quanti se ne sentono puzzano come la lettiera di un gatto grasso che si gratta e si lecca a tutte le ore ed ora basta però si può fare altro della propria vita perché ogni volta ci si deve mangiare così il fegato a pezzi come fosse un piatto di chissà quale paese lontano e no quello è il mio fegato che si agita e non mi fa dormire la notte e mi dice con voce di donna esile di continuare a tenere duro di lasciare a casa i grattacapi perché anche io sono un fazzoletto malconcio e strappato ma che merita rispetto per tutto ciò che pensa e che ha il coraggio di dire senza più peli sulla lingua perchè sono le cose non dette che ti spezzano le gambe e te le fanno tremare insieme alle mani che accarezzano i capelli ecco di nuovo voglio usare questa espressione tutto qua o là che importanza fa poi dove si è l’importante è sapere perché ci si è arrivati.
Applausi.
Nuovo anno, nuova grafica.
Ho deciso di cambiare tema al mio blog, ho scelto una veste più femminile, che all’apparenza non si addice molto al mio “essere”… ma credetemi anche io so essere graziosa, aggraziata ed armoniosa come una donna! Ecco!
Comunque spero vi piaccia!
Intanto godetevi questo tesoro scovato su YouTube: il primo cortometraggio girato da Tim Burton in stop-motion, “Vincent”, lo trovate anche nell’edizione speciale di “Nightmare Before Christmas”, è meraviglioso.
Il testo è tratto da una poesia scritta proprio da Burton e narrata nella versione originale dall’attore Vincent Price (interprete negli anni Sessanta di molti film horror e citato, come poi vederete, anche nel corto).
Leggendo qua e là ho scoperto che questo capolavoro è stato girato da Burton a soli 24 anni… bé non ho parole.
Il cortometraggio su YouTube:
http://www.youtube.com/watch?v=Pk7byalxYhE
Oggi ho avuto la prova che internet è miracoloso! Alcune settimane fa ho scritto un post chiamato “Con Nina sulle gambe” in cui raccontavo la mia esperienza vissuta alla festa del Cinema di Roma come tutor Unicef per la giuria letteraria di “Alice nella città”.
In questo post stilavo un elenco delle cose positive che mi erano accadute quei giorni e tra queste cose avevo messo la visione di alcuni cortometraggi per bambini che mi erano molto piaciuti.
Tra questi corti, ce ne era uno in particolare che mi è rimasto in testa per la sua semplicità, particolarità ed il suo modo così pulito, tenero e puro di parlare d’amore. Il corto si chiama “La grua y la jirafa” di Vladimir Bellini e racconta in soli tre intensissimi minuti l’amore tra una giraffa ed un macchinario, una gru, che lavora in un porto.
Insomma… arrivo al sodo, ieri mi ha lasciato un commento di saluti il regista del corto!!!!
Questo è tutto. Bé io mi sono emozionata… sono stati felicissima per questa inaspettata visita.
Tutto ciò ha qualcosa di magico, sarà lo spirito del Natale?
L’AUTORE HA MESSO SU YOUTUBE IL CORTO E LO TROVATE ANCHE SUL SUO SITO, VI CONSIGLIO DI VEDERLO, NE VALE VERAMENTE LA PENA!
Buona visione!

A volte i viaggiatori si fermano stanchi e riposano un poco in compagnia di qualche straniero. Chissà dove ti addormenterai stasera e chissà come ascolterai questa canzone. Forse ti stai cullando al suono di un treno, inseguendo il ragazzo gitano con lo zaino sotto il violino e se sei persa, in qualche fredda terra straniera ti mando una ninnananna, per sentirti più vicina.
Modena City Ramblers - “Ninnananna” dall’album Riportando tutto a casa
Anche inchiostro qualche volta si stanca.
Alice Cascherina faceva le bolle di sapone. A un tratto forse soffiò troppo forte, fece una bolla più grossa delle altre e ci cadde dentro con tutta la cannuccia. La bolla sorpassò la ringhiera, il vento la spinse in alto e sarebbe andata a scoppiare contro la grondaia se Alice, buttandosi tutta dall’altro lato, non l’avesse costretta col suo peso a deviare.
“Meno male che è una bolla dirigibile, - pensò Alice per consolarsi - e meno male che a quest’altezza non ci sono farfalle”.
Poco prima, infatti, aveva visto una farfalla e una bolla scontrarsi, e la bolla si era dissolta. A quell’altezza, però, volavano le rondini, perchè si avvicinava la sera ed era l’ora, per loro, di fare provvista di moscerini.
“Speriamo che non mi prendano per una zanzara”, pensò Alice con un po’ di batticuore.
La bolla oscillava pigramente tra un tetto e l’altro. Alice potè vedere distintamente la nonna, uscita sul balcone a cercarla. Povera vecchietta: si sporgeva dalla ringhiera e guardava in giù, forse temendo che Alice fosse caduta in strada.
“Nonna! Nonna - chiamò Alice. Le pareti della bolla tremarono pericolosamente. - Qua bisogna parlare piano. Uno strillo potrebbe causare un’esplosione o un naufragio”.
Il mondo, là dentro, appariva più colorito, ed ogni cosa era fasciata almeno da un arcobaleno, se non da due. Alice si guardò la mano, e anche la mano aveva al dito un arcobaleno piccolo come un anello.
“Dove andrò? Dove andremo? Dove vanno le bolle di sapone, quando non cadono e il vento le porta via?”. Non andarono tanto lontano: la bolla si posò sul terrazzo di una villetta di quattro piani, e posandosi scoppiò. Alice venne fuori: qualche goccia di saponata sulla punta delle scarpe era tutto quel che restava della bella bolla di sapone.
Sul terrazzo non c’era nessuno, solo dei panni stesi ad asciugare, in fila su tante corde, e un gatto che si crogiolava agli ultimi raggi del sole tra le antenne dei televisori.
Alice cercò la porta delle scale, scese e tornò a casa.
Gianni Rodari, Bolle di sapone.
Cliccando sull’immagine si andrà alla pagina da cui ho preso la fotografia.
Signore e signori! Sono lieta di annunciare a tutto il mondo che inchiostro andrà a vivere da sola e ripeto da “SOLA”…cioé…con il suo ragazzo, in una casa bellissima! Sono emozionatissima! Mentre scrivo queste poche righe mi prendo delle pause, cioé…comincio a girare per tutta la stanza, vado verso la finestra, scosto la tendina, guardo fuori, richiudo la tendina, faccio un altro giro per la stanza, mi risiedo alla scrivania e continuo. Dove eravamo?
In momenti come questi, credo che la frase che più mi si addica sia:” HO LE FORMICHE NELLE MUTANDE!”.
Cercate di capirmi, non succede tutti i giorni una cosa simile! Sto andando a convivere, sto per avere una casa tutta mia, cioé…mia e del proprietario che ogni mese si prenderà
500,00 €…
E’ una casa meravigliosa! Ha tantissime finestre, ha due balconi grandi, su cui Nina (la
gatta nera di Ale) potrà passeggiare in piena libertà!
Prima di entrare bisognerà farle qualche lavoretto, quindi prima di novembre non ci potremo abitare, ma saprò aspettare. Avrà bisogno di una pitturata alle pareti, di una lavatina e poi sarà come nuova e pronta ad accoglierci!
Non riesco a stare seduta, scusate ma proprio non ce la faccio, torno alla finestra…
Aiuto, ohimè, che bello, che emozione, EVVAI!
Vi voglio bene, a tutti, ciao!
Mi piacciono molto le illustrazioni per bambini sui libri di favole e racconti. Ritengo quei disegni pura arte, un po’ perché mi riportano indietro di qualche anno, quando “tagliuzzavo” e collezionavo su una vecchia agenda tutte le immagini che più mi colpivano e un po’ perché in quelle colorate, semplici e sintetiche illustrazione si ritrova espressa la parte migliore di un uomo.
Ho un’amica molto brava nel disegno che riempie tutti i fogli che trova di suoi “schizzi” lasciandoli poi abbandonati su qualche tavolo. Bè, quando mi capita di trovare sperduto da qualche parte uno di quei fogli, lo prendo e lo chiudo nel cassetto della mia camera, é un modo come un altro di salvaguardare un lavoro, a mio parere, molto ben fatto…
Proprio oggi, ho fatto la scoperta di un illustratore che credo nel suo campo fosse molto conosciuto, Sergio Fedriani. Se amate l’arte, vi consiglio di visitare il suo sito.
Dal sito di Sergio Fedriani:
“
La foto è stata realizzata nel 1993 da Piero Migliorisi, che si è divertito a fare indossare a Fedriani i panni del personaggio che incontriamo nei suoi quadri: l’omino svagato, col cappello e l’immancabile sciarpa, che spesso
attraversa le divagazioni oniriche del pittore. E Fedriani è davvero un po’ così.[...]
Il pittore, incisore, illustratore, scenografo Sergio Fedriani (Genova 1949-2006) ha lasciato a tutti, come artista, molte immagini di sogno, e a chi lo ha conosciuto personalmente, come uomo, molti rimpianti per la sua dolce presenza. Dopo la sua scomparsa, la famiglia e gli amici hanno deciso di ricordarlo fondando in suo nome l’Associazione Culturale Sergio Fedriani.”

Eh sì a volte ritornano ed è anche peggio di come lo avevamo immaginato!
Quando l’amore vi chiama, seguitelo,
Anche se le sue vie sono ardue e ripide.
E quando le sue ali vi avvolgeranno,
Abbandonatevi a lui,
Anche se la sua lama,
celata tra le sue penne, vi può ferire.
E quando vi parla credetegli.
KHALIL GIBRAN, “IL PROFETA”
OOOOOMMMMMMMM!
Respira e sorridi…
sorridi e respira…
Tutto passa…
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