red orange yellow green blue pink

“Bisogna avere un caos dentro di se’, per generare una stella danzante.”Nietzsche

ottobre 12th, 2008

E come una stella posso brillare fino ad accecare gli occhi che mi guardano in modo insistente e che poi ad un minimo cenno del mio sguardo si girano dall’altra parte.

Ieri sono andata a Frasso Sabino con Ale. Frasso è un paese in provincia di Rieti di poche anime, con un centro storico molto grazioso e ben curato, un osservatorio astronomico ricavato da un vecchio mulino ristrutturato ed una vitale attività culturale che farebbe gola ai più ferventi organizzatori di eventi del paese. Perché?

Perché con una idea tanto semplice quanto funzionale sono riusciti a far uscire la gente dalle loro case (obiettivo primario di ogni organizzatore di eventi che si rispetti), a farla divertire (che di questi tempi non è poco) ed a farla convivere pacificamente con tutti coloro che pur non essendo italiani, laziali, reatini, “frassinati” erano lì. Grazie a quale magia tutti i presenti hanno passato un pomeriggio all’insegna dell’intercultura, della pace fra i popoli e del rispetto reciproco?

Grazie al cibo. Sembra strano ma è così.

In tutta la piccola piazza di Frasso Sabino, si ergevano come le casette dei puffi, piccoli stand, in cui uomini e donne di diverse nazionalità facevano assaggiare ai golosi di passaggio i cibi più gustosi: dalle trecce di marmellata rumene, ai salamini sabini, dalle salsette di funghi porcini e tartufo del lazio ai piccanti piatti africani, dalla birra di Borgorose agli arancini Siciliani… Per non parlare poi delle pizze fritte farcite con la mortadella….

E la gente come rideva! Come era felice!

Sembra strano, ma era proprio così…

Countdown

agosto 14th, 2008
Sulla barca per Ischia Ponte

Sulla barca per Ischia Ponte

Quando i conti non tornano perchè sono lenti è la fine. In più ci si mette pure il caldo. Ho cominciato il countdown per andare in vacanza. Mi mancano 2 giorni e poi sarò al mare, spaparanzata al sole come una lucertola pigra o un bradipo al riposo.

Le vacanze… Quasi tutti sono al mare, in montagna, in campagna, in piscina, nei musei ovunque! Io ed Ale siamo in ufficio…

Le vacanze… stanno per arrivare, come ogni anno? No, l’anno scorso non siamo potuti andare. Ma quest’anno…

Le vacanze si rincorrono per un anno intero e poi si avvicinano, arrivano, passano e si allontanano.

Quest’anno le mie vacanze saranno di nuovo a Ischia, isola verde, paradiso per chi ha necessità solo di mare, piscina termale, stanza con panorama mozzafiato, mare blu… Tutti dicono che Ischia ad agosto è terribile. E’ il secondo anno che torno in quegli stessi luoghi ed è tutto meraviglioso.

A noi i vacanzieri di agosto non ci spaventano! Il rimedio è: trovare un albergo tre stelle a conduzione famigliare situato in una baia, lontano dalla movida ischitana e dai campani rumorosi, la mattina andare in spiaggia (strettissima lingua di sabbia che divide l’albergo dal mare), il pomeriggio tuffarsi in piscina, la sera cenare al ristorante a picco sul mare… ah… che pacchia…

Le vacanze… Io sono pronta già da un pezzo!

La retta via – Lession n°2: Mai dire menzogne! Mai!

luglio 26th, 2008

- Qual e’ la cosa più importante per l’uomo?
- Conoscere se stesso.
- Grazie.
- Tu però lascia stare.  Potresti avere una brutta sorpresa.

Johnny Hart, nelle strisce “B.C.”

Si capisce subito quando una persona sta dicendo una menzogna, perché i suoi occhi diventano piccoli, piccoli, il naso tira su con più forza del solito e la bocca, mio dio la bocca, assume una smorfia atroce!

Lo sguardo è assente e comincia a guardare di lato… Ma di lato a cosa? Il collo è rigido, si vedono le vene che pompano sangue all’impazzata, il momento è uno dei più tesi e lui, che state per dire quella menzogna sottovaluta colui a cui la state per regalare…

Ebbene sì, spesso le menzogne si scoprono subito, basta una mente più furba e più sveglia delle altre che tac! Il gioco è finito.

Come si risponde ad una menzogna? Con il sorriso più sfavillante! Sguardo fisso sul bugiardo della situazione. Mai togliere lo sguardo dai suoi occhi piccoli e girati verso di lato. Fategli capire che voi, dall’alto della vostra saggezza, avete capito che lui è un coglione e che sta dicendo un sacco di fesserie.

E ricambiatelo con la Vostra menzogna.

Due menzogne di solito si annullano e spesso creano ansie su chi ha tirato fuori la prima “bugia cattiva”. Si sarà accorto che sto mentendo? Tornerà ancora sull’argomento? Dovrò inventare altre menzogne? E se dimentico la prima menzogna detta? Come farò a mentire le volte successive?

Ricordatevi che, appena qualcuno vi dice una menzogna o dice ad altri menzogne che riguardano voi, è lì che comincia la guerra… ed è lì che potete sfoderare le vostre armi migliori. Il nemico ha le ore contate soprattutto se vi sottovaluta e se non si ricorda che voi sapete usare le Sue armi…

Alla prossima

La retta via – Lession n°1: Per ogni visione esiste una revisione uguale ed opposta.

luglio 14th, 2008

Giuro! Lo giuro! Con la mano sul cuore e senza incrociare le dita, lo giuro…

…Giuro che non mi piace peccare di presunzione. Io odio dare buoni consigli, pacche sulle spalle e facili insegnamenti.

Giuro che odio tutto questo. MA!

Credo che sia giunto il momento di cominciare a farlo. Eh sì! La gente brancola nell’ignoranza e nella maldicenza, si trastulla tra le parole cattive, si dondola e si gongola assonnata fra le braccia di quel caldo tepore di guerra.

Eh non si fa! Amici mie, questo non è da voi! Alzate quelle spalle, sguardo bello fisso, sorriso sulle labbra e basta piangervi addosso! E che palle!

Giuro! Che non mi piace dirvi certe cose, ma quando è troppo, è troppo. Ahimè, al mondo esiste gente più furba di voi? Fatevene una ragione, magari la gente furba è solo quella che ha capito prima le vostre debolezze e le sa sfruttare a suo piacimento…

Ci avete mai pensato? Magari quel maestro di vita vi spinge verso porti lontani ed impervi solo per la smania poi di gettarvi il salvagente, portarvi in salvo e coccolarvi… Ci avete mai pensato?

Avete mai provato ad indossare ad agosto un caldo maglione di lana? Non strabuzzate gli occhi come se avessi detto chissà quale follia. Se ci pensate bene, voi lo avete,  noi lo abbiamo fatto con la ferma convinzione che facesse veramente freddo! Guardate che è successo sul serio!

Pensateci bene… E intanto attendete con ansia la seconda lezione.

Lezione di cosa? Lo scoprirete presto, molto presto…

Il congiuntivo non è una malattia degli occhi

giugno 15th, 2008

Una telefonata da evitare è quando il cellulare squilla, ma dentro di te sai che non devi assolutamente rispondere. E’ un sesto senso particolare, che si sveglia solo quando il pericolo arriva dal tuo telefono. Quel piccolo ma rumoroso apparecchio che ti sta sempre accanto, ma che, infame, riceve qualsiasi chiamata, da qualsiasi persona e posto.

Forse dovrebbero inventare una rubrica dove uno inserisce i numeri da evitare. Inserendoli tutti lì, appena ti arriva una telefonata, il cellulare da solo, senza chiedertelo, rifiuta la telefonata e fa finta di spegnersi.

Sarebbe una pacchia.

Dovrei brevettare un telefono cellulare simile. Ci farei un mucchio di soldi.

Però… Riflettendoci bene, non è una cosa così semplice. Alcuni numeri di telefono indesiderati  neanche li conosciamo. Il cellulare squilla, sul display appare la scritta lampeggiante che dice “privato-privato!” ed uno inconsciamente risponde…

Ed è la fine.

Oppure ricevi telefonate disarmanti da numeri che consideravi innocui…

Ieri, ad esempio, era il mio primo giorno di ferie. Un giorno sacro per ogni lavoratore. Un giorno in cui il lavoratore neanche si dovrebbe lavare. Dicevo, ieri, era il mio primo giorno di ferie, alle ore 15:17 mi squilla il cellulare. Era il numero del mio ufficio… MMM, sì, lo so, quando uno è in ferie questo numero dovrebbe evitarlo a priori, ma comunque ho risposto.

Volevano farmi tornare a lavoro. No, veramente, non è una barzelletta. Ma io dico, ma almeno il primo giorno di ferie, me lo fate godere?

Tra urla, pianti, spiegazioni, sbagli, scuse, sono rimasta in ferie.

Ma porca miseria, il mio primo giorno di ferie è stato terribile!

Se avessi avuto un telefono più intelligente del suo padrone, questo non sarebbe accaduto. Da solo, avrebbe fatto finta di essere spento.

Ah, beata tecnologia.

Tu hai la capacita’ di imparare dai tuoi errori…

giugno 2nd, 2008

…Oggi imparerai un sacco…

Se dovessi dare un voto a questo lungo fine settimana, bé, senza nessuno scrupolo gli darei un bel 2–.

Ho passato la scorsa settimana a correre dietro alle richieste di medici molto esigenti che partivano, arrivavano, parlavano, chiedevano, telefonavano, e ripartivano (per mia fortuna). Sedici ore di lavoro al giorno. Mi sono permessa in tutto 1 ora e trenta minuti di pausa.

Per cui, finito l’incubo del Mega Congresso Nazionale che, ebbene sì, si è tenuto in Sardegna, ma il mare non l’ho visto (lo giuro, credetemi!); eccomi qui a riporre tutte le mie aspettative in questo lungo fine settimana…

Risultato? Mai aspettarsi troppo da un lungo fine settimana.

Per colpa di una totale e pigra e smisurata e polemica e arrabbiata apatia, non ho combinato assolutamente nulla.

Per cui, eccomi a sperare nel prossimo (breve) fine settimana.

Dopo questo mega lavoro mi sono ripromessa che: da domani ricomincerò la dieta e la palestra!

Tié!

Mi piace il mio lavoro…

aprile 27th, 2008

…un po’ allo sbando a rispondere al telefono a signori petulanti che vogliono questo e poiBolle di sapone in libertà quello e poi ci aggiunga anche quest’altro.
La sera in macchina, quando torno a casa racconto di personaggi grotteschi che si arrabbiano per richieste che non possono essere esaudite.
La sera alle nove sono a letto con estrema soddisfazione del mio gatto, che, ruffiano si accocola tra le coperte.

Prendo appunti, segno, scrivo, spedisco, compilo.

Appena arrivata anche il fax era il mio peggior nemico.
Appena arrivata mi sono detta: “Tra tre mesi vado via”.
Appena arrivata… Ho scoperto di non essere sola.

Dormo tranquilla la notte, perchè mi sento e sono libera di fare le mie scelte, spesso anche sbagliate e sono libera di correre ai ripari per sopperire a mancanze e per aggirare ostacoli.

Rispondo educatamente e organizzo alla bene in meglio, sperando sempre in qualche
generoso aiuto.

Mi piace il mio lavoro, perchè mi rende una sola, unica persona; sono io, sono solo io che ho la responsabilità, il mio lavoro é finalmente solo mio

Ognuno e’ come il cielo l’ha fatto…

aprile 5th, 2008

PEYNET…e qualche volta molto peggio. — Cervantes, “Don Chisciotte”

Questa volta lo avrei seguito in capo al mondo, con la mia musica nelle orecchie e nella testa, con il mio sorriso sincero sulla faccia, con la mia mano nella sua.
Non volevo dirglielo fino all’ultimo, perché le sorprese vanno lasciate fino all’ultimo nello stomaco, per poi essere sparate così quando meno te lo aspetti.

Ogni momento era buono per dirglielo, ma poi contavo fino a dieci e mi trattenevo.

Sono stata brava fino all’ultimo. Ma non è bastato.
Sono qui, a scrivere sul mio computer che questa volta lo avrei seguito in capo al mondo. Ma eccomi qua. Ho il segno del cuscino ancora sulla faccia. Ho sonno e per non essere poi troppo triste smangiucchio dei cioccolatini avanzati dalla mia festa di compleanno….

…con in testa la certezza che da lunedì inizierò ad andare in palestra!

Comunque, stavolta, lo avrei veramente seguito in capo al mondo.

Ma non mi ha aspettato…

Anche le favole più belle finiscono

marzo 16th, 2008

Da booksblog.it

E così il mistero si è risolto. La morte di Il deserto - Ill. di Antoine de Saint-ExuperyAntoine de Saint-Exupery è stata qualcosa di molto reale: un pilota della Lutwaffe ha infatti ammesso, dopo oltre 60 anni di mistero, che fu proprio lui a colpire il velivolo dove viaggiava lo scrittore-pilota di guerra.

Era così bello che nessuno ne avesse ritrovato i resti (anche se era stato rinvenuto, in mare, un suo braccialetto, e pezzi del suo aereo): lui era sparito nel nulla, come il piccolo Principe, in un viaggi intergalattico verso il suo minuscolo pianeta.

Vi interessa sapere il nome dell’uomo che lo uccise? Per la cronaca, si chiama Horst Rippert, e oggi ha 88 anni. “Seppi più tardi che si trattava di Saint-Exupery. E avrei voluto che non fosse lui, perché da piccoli tutti abbiamo letto i suoi libri e lo adoriamo”. Una piccola metafora dell’assurdità della guerra.

Questa volta tocca a me.

marzo 13th, 2008

– No veramente non… non mi va. Ho anche un mezzo appuntamento al bar con gli altri. Senti, ma che tipo di festa è? Non è che alle dieci state tutti a ballare i girotondi ed io sto buttato in un angolo… no. Ah no, se si balla non vengo. No, allora non vengo. Che dici vengo?. Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto, così, vicino a una finestra, di profilo, in controluce. Voi mi fate “Michele vieni di là con noi, dai” ed io “andate, andate, vi raggiungo dopo”. Vengo, ci vediamo là. No, non mi va, non vengo.

Ecce inchiostro.