Ho compiuto 26 anni. Ho raggiunto questa età già da un paio di mesi; mi ci è voluto un po’ di tempo per riflettere su cosa fosse cambiato nella mia vita realmente.
Dunque, quando avevo ancora 20, 21, 22, 23, 24, 25 anni ho potuto prendere ben poche decisioni perchè ascoltando attentamente i consigli delle persone più grandi di me giungevo alla conclusione che era meglio aspettare.
A 20 anni, ho imparato che non bisogna mai addentrarsi in un bosco folto, buio e poco raccomandabile quando non si ha la dovuta esperienza.
A 21 anni, mi hanno detto che non bisogna mai essere sicuri di aver preso tutte le dovute precauzioni, perché tanto, alla fine, te ne dimenticherai sempre qualcuna. E io c’ho creduto.
Perciò a 22 anni mi sono accodata a chi sapeva più di me, a chi aveva il coraggio necessario per affrontare situazioni di cui io ancora non conoscevo neanche l’esistenza, e via dicendo.
La svolta si è affacciata a 23 anni, ma io ero troppo indaffarata a prendere appunti su come doveva essere la mia vita, per poter cogliere al volo una minima possibilità.
A 24 anni, mi hanno cominciato a fare dei complimenti. Mi comportavo bene, ero una persona seria, ero responsabile, avevo buona memoria, ma… dovevo comunque continuare a seguire l’esempio, altrimenti mi sarei montata la testa.
Finalmente compio un quarto di secolo. E penso: e adesso tutta vita, posso fare tutto quello che mi passa per la testa, tutti mi ascolteranno, tutti mi daranno ragione, tutti… di quei famosi appunti presi a 23 anni, avevo saltato una pagina fondamentale, così sono dovuta tornare indietro, rileggere rigo dopo rigo per trovare l’errore, ascoltare attentamente le lezioni passate per vedere se i miei appunti erano completi, compiacere gli altri per il loro sforzo minimo di cooperare con il genere umano. Sinceramente, ho provato ad un certo punto, ad alzare la testa, per dire timidamente la mia opinione, ma… un gelido, freddo, freddissimo, gelato, ghiacciato, agghiacciato, polare, artico, glaciale, siberiano, distaccato, indifferente, insensibile, impassibile, arido, frigido, scostante, altezzoso, altero “Fidati, io so come vanno le cose” mi ha letteralmente tramortito e staccato di netto quella poca sicurezza acquisita.
Ora ho 26 anni. Lo giuro. Ma non è cambiato assolutamente nulla.
Comunque non voglio piangermi addosso, perché sono troppo indaffarata a pensare a grandi bolle rosse e viola che si alzano in cielo mentre i miei mentori sproloquiano e combinano origami a perle di saggezza, esclusive esperienze a fantasiosi racconti di vita. E sì, ho imparato a isolarmi.
Appena qualcuno pronuncia più di sei parole inutili e inconsistenti per la mia vita, io chiudo. Le orecchie si tappano. La lingua si addormenta. Le braccia cadono giù a penzoloni.
Non ho trovato un rimedio alla fatidica frase “Fidati, io so come vanno le cose”, ma ho capito che è possibile NON ascoltare chi te lo dice e chi con aria bonaria ti dice di stare lontano da queste persone perché lui sa come vanno le cose…
E questo è già un bel traguardo.
P.S. Da qualche mese, a intervalli di tempo non troppo regolari, mi sto togliendo qualche macigno dalla scarpa. Mi sento meglio e più leggera.
Cara Fatina Dai Capelli Turchini,
Buona domenica, signore e signori,
Grazie. Di cuore: i sorrisi, le battute, le stronzate, le risate… Tutta la preparazione a mia insaputa! Ma come avete fatto a non farmi accorgere di nulla!?
stare nei racconti de “Le mille e una notte” e poi…
Da un po’ di mesi sto preparando un libro. Si chiama “Favole frivole”. Non sarà mai pubblicato perché è un libro troppo intimo, che molti non capirebbero, o meglio, su cui molti riderebbero, perché spesso anche io faccio ridere, ma quando qualcuno ride su aneddoti celati dentro parole ironiche sento come un brivido viscido lungo il collo. E così mi dico che non scriverò più.

